Cremona. Tante discussioni sull’area vasta e la riorganizzazione delle istituzioni, e un dato di fatto: la crisi del Presidio ospedaliero territoriale di Soresina, che per ora è di nuovo terra di nessuno, anche se è punto di riferimento cruciale per 35mila abitanti fra Soresina, Pizzighettone, Soncino, Crema e Cremona. O la riorganizzazione istituzionale funziona e i servizi sociali e sanitari si armonizzano, fra Comuni, ospedali ed ex Asl, oppure è il caos, e i Comuni si ritrovano l’uno contro l’altro se non contrapposti fra loro in cordate antagoniste, il Cremasco per conto proprio e Cremona alla ricerca di un’identità unitaria con il Casalasco senza però trovarla. Sono i due scenari apparsi oggi nel discussione della commissione welfare di oggi pomeriggio, fra il centrosinistra convinto che le riforme possano iniziare a funzionare, indipendentemente dall’esito del referendum costituzionale di ottobre, e i grandi dubbi di Luigi Amore del centrodestra, che parla di spezzettamento  e caos, e di Comuni che non riescono più a chiudere i bilanci se non in modo formale. Il rischio è che disabili e anziani non sappiano più a chi rivolgersi, e che le istituzioni per prime non si capiscano più nemmeno tra loro, mentre ospedali e Comuni si rimpallano responsabilità. A Cremona la maggioranza di centrosinistra preme per il dialogo con il territorio casalasco, sostenendo l’ordine del giorno di Giovanni Gagliardi, che indica il percorso per unire l’area omogenea sociale e sanitaria cremonese e casalasca. Sarebbe la linea virtuosa, che fa ritrovare armonia dopo la riforma regionale degli otto cantoni lombardi e le aree vaste e omogenee del governo Renzi. A Soresina, però, al confine fra Cremonese e Cremasco, esplode la crisi del Nuovo Robbiani, costruito anni fa con una spesa di 17 milioni di euro, investiti fra pubblico e privato. Ci sono 20 posti letto per i malati cronici a Soresina, che dovrebbero essere utilizzati attuando una sperimentazione prevista dalle delibere regionali del 2014 e del 2015, ma ancora deserti. Nel passaggio fra l’azienda ospedaliera di Crema e l’Asst di Cremona-Mantova, Soresina è caduta nel vuoto e il consigliere regionale Agostino Alloni ha preparato un’interrogazione da presentare nel question-time del consiglio regionale. L’assessore cremonese Mauro Platé evita allarmismi e spiega che occorrono i tempi necessari per la voltura dei contratti di accreditamento. Il nuovo Robbiani ha cambiato proprietà l’anno scorso e patisce i tempi della burocrazia. L’Asst di Cremona però è pronta, Platé esprime fiducia, anche perché l’azienda sociale del Cremonese, da lui presieduta, e gli stessi Comuni hanno iniziato per tempo a confrontarsi: la crisi quindi potrà essere superata. A Soresina intanto undici operatori hanno perso il posto di lavoro, in una struttura che offre un punto prelievi, la day-surgery (piccola chirurgia), 30 posti letto subacuti dedicati ai degenti dimessi dagli ospedali e una serie di servizi.

P aolo Zignani

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