Cremona Viene applicato lo stesso criterio, cioè l’adeguamento al tasso d’inflazione Istat, ma con risultati opposti. Cremona Solidale aumenta, su proposta del Comune, la retta media di pochi euro al mese, ma applicare il rincaro a spese delle famiglie degli anziani ricoverati, mentre commercianti, baristi e benzinai e tutti coloro che occupano il suono pubblico, al contrario ritrovano quest’anno le tariffe inalterate rispetto all’anno scorso, sempre su disposizione della giunta Galimberti, che ha deliberato la settimana scorsa. Curiosamente il tasso d’inflazione Istat dei prezzi al consumo, nel caso delle categorie economiche, risulta nullo al dicembre 2015 e quindi le tariffe Cosap, per l’occupazione degli spazi aperti al pubblico, rimangono le stesse del 2015. L’amministrazione applica una tariffa forfettaria – 88 centesimi – per tutti coloro che collocano cavi, condutture, impianti o qualsiasi altro manufatto. La delibera di giunta dà una motivazione ben chiara: evitare l’appesantimento del carico fiscale dei contribuenti. La tariffa si concretizza poi così: per collocare tavolini dei bar, fioriere e reggibiciclette bisogna pagare 41 euro al metro quadrato, se lo spazio pubblico occupato è di prima categoria, come nel centro storico. Il Comune ha fissato un minimo annuo di 516 euro per tutti i tipi di occupazione, compresi i passi carrai, che sfiorano un costo di 21 euro al metro quadrato per chi ne fa richiesta. Tende, cavi, pensiline, chioschi, apparecchi automatici per distribuire sigarette, ogni occupazione di spazio temporanea o permanente, comprese bancarelle di mercato e cantieri edili, comportano un canone da versare al Comune. La pressione delle associazioni di commercianti, sia di negozio che ambulanti, è ogni anno molto elevata, anche a causa della crisi e delle molte chiusure di questi anni. Una delle critiche più ricorrenti è che l’aumento del canone comunale mette a rischio gli eventi all’aperto con finalità commerciale, come i mercati, e nello stesso tempo con una ricaduta di animazione sociale per il centro storico. Quest’anno i commercianti e le imprese si salvano dal rincaro, invece le famiglie che già versano mediamente 1.590 euro al mese per un posto letto di Cremona Solidale subiranno il lieve rincaro motivato dall’aumento del tasso d’inflazione Istat che misura i consumi delle famiglie di impiegati e operai. Sono stati applicati per la prima volta a Cremona, invece, i diritti istruttori dello Sportello unico per le imprese, con dei costi di poche decine di euro.

Paolo Zignani

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