Perplessità, da parte di diverse associazioni ecologiste, all’ennesima valutazione ricevuta dal dirigente provinciale del settore Ambiente Andrea Azzoni, ormai promosso in Regione al settore Agricoltura: al suo posto subentra Roberto Zanoni. Ottantotto centesimi su cento, in linea con i criteri applicati dal Nucleo di valutazione indipendente, che tengono conto anche delle capacità organizzative e dell’attività manageriale. La proposta del sindaco di Vescovato Maria Grazia Bonfante, di Salviamo il Paesaggio, è modificare quei criteri di valutazione dei dirigenti, comprendendo anche altri fattori, come la qualità e la quantità della partecipazione dei comitati e dei cittadini alle decisioni, come garantito dalla legge, e la capacità di rispondere nel merito alle critiche motivate con documentazione scritta. In seguito alla riforma Bassanini, sono i dirigenti a prendere le decisioni più scottanti e nel settore Ambiente di Cremona i dossier complicati sono stati numerosi, anche indipendentemente dagli indirizzi politici. L’elevato voto ottenuto da Andrea Azzoni premia, da una prospettiva ecologista, la Cremona che non cambia mai e un ceto dirigente che si perpetua e legittima sistematicamente, dove il biogas ha realizzato il primato nazionale e il consumo di suolo si pratica anche quando il programma del sindaco Galimberti non lo prevede, come in via Flaminia. Non ogni decisione ha fatto riferimento ad Andrea Azzoni, diventato però uno dei simboli della Cremona poco coraggiosa nella tutela del verde. E’ il capoluogo in cui gli agricoltori segnalano i problemi del biogas, ma in forma anonima, dove a Vescovato l’amministrazione provinciale ha dato autorizzazione ad attivare un pozzo di gas nella fascia di rispetto della futuribile autostrada Cremona Mantova. Autorizzazione paesaggistica anche alla derivazione irrigua per una mini-centrale idroelettrica sulla Palata Malcontenta, vicino a Crema. Cremona, per quanto sollecitata esplicitamente, non ha ancora dato risposte risolutive alla discarica in località Zita a Rivolta D’Adda, da mezzo secolo in riva al fiume e mai bonificata, come non si pronuncia sulla discarica di Sergnano, malgrado le segnalazioni di Giacomo Melini ed Enrico Duranti. A Sesto il biogas della società Fragea è stato autorizzato in Provincia e poi colpito da ordinanze comunali. Problemi anche a Sospiro, con il Compostaggio di Tidolo, autorizzato poi diffidato. Critiche da Salviamo il Menasciutto anche alla centralina idroelettrica ancora possibile nella riserva naturale, poiché il dirigente provinciale la giustifica in nome dell’energia rinnovabile, malgrado i cantieri e le ruspe vietati per legge. La critica dei comitati è rivolta alle norme nazionali, così come alle scelte di Cremona, che distribuisce sul territorio autorizzazioni di rilievo, come la centrale a gas di Bordolano. Nulla cambia, la centrale a biomasse di Cremona persiste come l’inceneritore, e i dirigenti sono promossi.

Paolo Zignani

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