Vestiti tossici: l’allarme c’è, anche se non è l’inquinamento che si conosce di più. A sostenerlo il Rapex, il sistema europeo di allerta rapido per i prodotti non alimentari, che riconosce come maggiormente nocive le sostanze chimiche presenti su vestiti e capi di moda. Sarebbero gli elementi chimici dei tessuti e materiali – ftalati, formaldeide, metalli pesanti, solventi, coloranti tossici- a causare il 7-8% delle patologie dermatologiche, stando ai risultati di uno studio commissionato dalla Commissione Ue. L’analisi di Greenpeace , che ha testato 40 prodotti di abbigliamento e attrezzature oudoor in 19 Paesei, testimonia, per esempio, la presenza di Pfc nel 90% degli articoli. Questa sostanza, che serve per impermeabilizzare, oltre ad essere tossica si degrada con molta difficoltà, rimanendo nell’ambiente per centinatia di anni. Tra le aziende finite sotto accusa, come riporta il Corriere della Sera, anche marchi prestigiosi come The North Face, Salewa e Mammut.

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