Cremona. Nelle case popolari entra un visitatore in più, l’agenzia di riscossione Ica/Abaco, già pronta a riscuotere ben 54mila euro a 37 inquilini che risultano morosi. Da quel che risulta nero su bianco al Comune non hanno pagato le spese del servizio centralizzato di teleriscaldamento o gas e sono in debito da almeno un anno. Le bollette non pagate risalgono al periodo tra il settembre 2013 e l’ottobre 2014 e gli avvisi risalgono al gennaio 2015. Il Comune ha pagato le bollette ad Aem gestioni, che nel frattempo ha cambiato nome e ragione sociale in Linea Reti Impianti, ora quindi è il Comune a rivalersi sui cittadini beneficiari del contratto fra municipio e azienda. L’agenzia di riscossione entrerà nelle cassette della posta di un numero maggiore di residenti degli alloggi ex Aler, oggi tutti comunali, perché l’amministrazione Galimberti a tutela dei contribuenti onesti ha dichiarato guerra alla morosità, arrivata al 12%. Su oltre mille inquilini, più di cento non pagano il canone: o salderanno il debito – in forma rateale e diluita – oppure perderanno l’assegnazione dell’alloggio, insomma dovranno cercarsi un’altra casa. I servizi sociali si prenderanno carico di parte del debito: il welfare deve funzionare meglio, ma per tutti, certo, con l’agenzia di riscossione. L’assessore Andrea Virgilio intende rimettere in sesto il bilancio: la morosità è raddoppiata nel corso degli anni, quando il vicepresidente dell’Aler Gianfranco Diamanti, nel decennio scorso, segnalava l’ammanco, ed erano canoni da venti euro, oggi mediamente aumentati. Il vizio è nell’origine: le case popolari sono state costruite per i lavoratori, ai tempi della Gescal e poi dello Iacp fino all’Aler, e non per le famiglie in emergenza sociale. I canoni sono diventati troppo bassi per garantire il pareggio di bilancio e quindi i lavori di manutenzione. Il risultato è il degrado di tanti alloggi. Incombe poi una domanda sugli appartamenti comunali: perché mai collegarli, nei decenni scorsi, al teleriscaldamento generato dall’inceneritore? Le bollette spesso sono risultate troppo alte. Già diversi inquilini hanno vinto delle cause in tribunale contro il gestore per il cattivo funzionamento degli impianti. L’invito del Comune è verificare caso per caso, non farsi prendere dalla sfiducia e chiedere controlli. La difficoltà, secondo Virgilio, è dovuta anche allo stato di degrado degli appartamenti, dove la dispersione del calore è elevata e la manutenzione non si è fatta per troppo tempo. In alcuni condomini in particolare, come a Borgo Loreto, il malumore è forte. Per rendere più efficiente la gestione dell’energia negli alloggi, il Comune ha vinto un bando e per fare una serie di lavori di manutenzione ha ottenuto altri finanziamenti, sempre tramite la Regione e il Governo. Sono arrivati 300mila euro, in tutto ci saranno cantieri per quattro milioni di euro, soprattutto a San Felice, ma anche in molti condomini cittadini.

Paolo Zignani

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