Crema: il Comune rivoluziona la stazione

Ma che cosa significa viaggiare in treno negli ultimi anni, anzi da più di una generazione? Telefonate che partono improvvise e rassegnate dai cellulari degli studenti ai genitori: “Venitemi a prendere, c’è ritardo”, e treni che si fermano a duecento metri dalla stazione, facendo perdere la coincidenza con il bus. E non si contano più i ritardi degli studenti a scuola o dei lavoratori in azienda, fino a pagare penalità in busta paga, e gli esami universitari non fatti, gli esami ospedalieri rimandati e quello stillicidio di minuti persi quasi ogni giorno, fra guasti e semafori rossi. Alla fine il Comune di Crema, dopo tanti incontri con i sindaci della linea Cremona-Treviglio, e una serie di trattative in Regione, con le società dei bus e con Reti ferroviarie italiane, ha deciso di fare da sé: gestirà la stazione autonomamente e potrà verificare che l’interscambio ferro-gomma, un vero miraggio per i pendolari, funzioni regolarmente. La rivoluzione ferroviaria è stata presentata dalla giunta Bonaldi, anzi dall’assessore Fabio Bergamaschi, poco più che ventenne, ma porta il contrassegno dell’area omogenea cremasca, cioè di un accordo di oltre 40 Comuni, per centomila abitanti in tutto, che non aspettano più la mediazione di Cremona, fallimentare da decenni. Il Comune di Crema investe mezzo milione di euro, Fondazione Cariplo, tramite bando, versa un milione e cinquantamila euro, la Regione 450mila, dopo aver dato la sua benedizione con una delibera della giunta Maroni, Autoguidovie 108mila e le Ferrovie dai 4 ai 9 milioni di investimento. Al passaggio a livello di viale Santa Maria, a lato della stazione, si darà finalmente l’addio, dopo anni di attese spasmodiche e si faranno un sottopasso per i veicoli e per ciclisti e pedoni. In un unico interscambio ci saranno la stazione ferroviaria, dei bus, del car sharing e del bike sharing, dove chiunque a modico prezzo potrà prendere a noleggio un’auto o una bici per muoversi a Crema dopo l’arrivo in treno, e una ciclostazione, per chi arriva o riparte con la propria bici. Il Comune si farà carico anche di ridisegnare le banchine e i percorsi ciclopedonali, oltre che di due nuove rotatorie, mentre Reti ferroviarie italiane si occuperà dell’eliminazione del passaggio a livello e della riqualificazione della stazione, per rendere più veloce l’accesso al treno, e persino di un binario di attestamento lato Milano. L’amministrazione potrà comunque eseguire tutti i lavori promessi, avendo i fondi necessari. Le aree di proprietà delle Ferrovie vengono consegnate al Comune in comodato d’uso per quattro anni, durante i quali sono previste alienazioni ai privati. Il Comune si è impegnato in ogni caso a compiere una serie di acquisizioni delle infrastrutture per garantire la riqualificazione dell’intera area. Sembra un sogno, ma resta una domanda: i treni saranno puntuali?

Paolo Zignani