Vita tormentata per i disabili a Cremona, non solo a causa di un labirinto insuperabile di barriere architettoniche che impediscono di spostarsi senza batticuore. Il pericolo è in agguato a ogni ingresso di negozio, ogni marciapiede, ogni gradino, cancello, strada da attraversare fra mille ostacoli, ma in più si aggiungono le barriere burocratiche. Carlalberto Ghidotti, di Forza Italia, oggi in consiglio comunale ha cercato di far sparire il muro di carte bollate, fax, dati, controlli e autorizzazioni che ciascuno uomo o donna in carrozzella deve attraversare ogni volta che vuole passare per corso Garibaldi. Il dilemma sono i permessi temporanei e la lotta contro i furbi che usano l’autorizzazione del familiare, anche se deceduto da anni. E sono ben 190 i permessi scaduti individuati dagli uffici municipali. Per evitare il sovraffollamento di auto con permesso finto, il municipio ha deciso di concedere permessi temporanei: ogni volta però che le persone totalmente non autosufficienti vogliono transitare lungo il corso, che è area pedonale, devono spedire un fax al Comune con tutti i propri dati, da quelli personali alla targa del veicolo. Per semplificare la vita, ed evitare code e attese, Ghidotti ha chiesto di normalizzare la circolazione per i disabili. Tolte le strisce blu dell’esperimento del fiume urbano, il Comune concede il transito sul corso solo ai portatori di handicap residenti in città, che per tempo abbiano comunicato i dati del veicolo e del permesso. Poi il colpo di scena: sul cartello che indica l’inizio della zona a traffico limitato la circolazione viene vietata a tutti i portatori d’handicap, anche se residenti, a meno che non chiedano l’autorizzazione provvisoria a un numero verde. Procedura da ripetere ogni volta, a ogni transito sul corso. Ghidotti ha chiesto più semplicità: in fondo sono tutte persone ben note ai vigili urbani, che possono verificare facilmente senza moltiplicare i permessi temporanei. Ghidotti non si ferma, chiede da tempo anche un parcheggio vicino alle poste di via Verdi, nei paraggi del teatro Ponchielli, ma anche stalli riservati in largo Boccaccino, dietro il Duomo. Nel mirino del centrodestra c’è ancora l’assessore alla mobilità, Alessia Manfredini, che però puntualizza: nel momento in cui il disabile sale in auto, l’utente debole da tutelare diventa il ciclista come il pedone, dato che si tratta appunto di zona pedonale. Chi è costretto in carrozzella o stampelle può accedere in auto fino alle abitazioni, ai negozi, agli edifici di culto: l’assessore garantisce che la procedura è rapida, basta telefonare al numero verde, altrimenti corso Garibaldi diventa zona di transito per un ampia platea di cittadini astuti. La mozione Ghidotti viene respinta, con 10 voti a favore e 18 astenuti. Segno che la maggioranza non vuole contrapporsi. Ghidotti accusa il politichese dell’assessore, che a propria volta s’impegna a semplificare i permessi temporanei, per evitare scocciature a ripetizione. Il braccio di ferro continua da quando la giunta Galimberti ha chiuso al traffico, negli orari diurni, le zone a traffico limitato. Per non pochi cremonesi è stato un trauma ancora non superato. Dalle ore 9 alle 16, ormai, non si può più passare senza severi controlli.

Paolo Zignani

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