Il consigliere comunale Enrico Duranti, del Movimento 3.0 di Sergnano, stava spulciando i documenti sulla bonifica della falda acquifera, che si trova all’interno dell’area dello stoccaggio della società Stogit, quando si è imbattuto in un dato particolarmente significativo. Nulla che riguardi l’inquinamento delle acque, che non dipendono dall’attività di stoccaggio: la presenza di benzene e altri inquinanti di rilievo è dovuta a cause che escludono la Stogit, e che dal 2001, malgrado intense attività di bonifica, tormentano il territorio di Sergnano. L’Arpa nel 2013 ha compiuto nuove analisi e invece di chiudere la pratica ha scoperto quantità di benzene superiori di mille volte la soglia. Anche per questo il desiderio di capire qualcosa di più ha spinto Duranti a rileggere l’Autorizzazione integrata ambientale dello stoccaggio, datata 2007, trovando che secondo una stima della stessa Stogit l’impianto perde un milione e 450mila metri cubi di metano all’anno. Quantità impressionante di gas fuggitivo, che ha indotto il consigliere comunale a presentare un’interrogazione al sindaco Gianluigi Bernardi. Non è un’eccezione, per la verità. A Ripalta Cremasca, dove si trova un altro stoccaggio, la dispersione di metano nell’atmosfera è paragonabile a quella di Sergnano, e analoga anche a quella di un altro stoccaggio Stogit, a Fiume Treste in Abruzzo. A Bordolano invece il gas fuggitivo sarà, secondo le previsioni, di 300mila metri cubi annui, cioè cinque volte di meno, forse per una maggiore efficienza dell’impianto. Eppure, anche i 300mila metri cubi dispersi a Bordolano superano i consumi delle utenze domestiche in un anno. L’effetto serra, come ha osservato Enrico Duranti, a Sergnano sembra quindi ricevere una forte spinta con delle domande aperte sulle conseguenze sanitarie. E’ davvero così salubre l’aria di Sergnano, a quattro chilometri di Crema, considerando dati del genere presentati dalla Stogit? Dalla documentazione sulla bonifica delle acque è emersa un’altra sorpresa. Nel settembre 2013 si è verificata un’emergenza. La corrente del gruppo di continuità si è fermata e la Stogit ha dovuto fermare gli impianti di superficie, togliendo pressione al gas, che quindi è fuoruscito in atmosfera in gran quantità: ben 22 tonnellate in un giorno, cioè quattro o cinque volte la media giornaliera della dispersione. Di quella situazione d’emergenza di tre anni fa, però, non si è saputo nulla. Anche su questa sorpresa Enrico Duranti ha depositato ieri un’interrogazione in Comune.

Paolo Zignani

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