Avanti senza dubbi e senza rimorsi con la lottizzazione privata più grande della storia di Cremona, quella di 300mila metri quadrati nella zona di via Mantova-San Felice. Oggi la commissione Territorio, riunitasi nella sala Gruppi del Comune, ha iniziato la discussione sulle controdeduzioni presentate dall’Arpa, da Legambiente, da Centropadane e da un residente della zona, respingendole tutte quante, salvo approvare la richiesta di una modifica riguardante la fascia di rispetto dall’A21. Legambiente ha contestato che la parte di verde della lottizzazione ha solo scopo decorativo e di qualità paesaggistica, e non va considerato a servizio del quartiere, perché non sarà fruibile da San Felice se non passando per un sottopassaggio. Inoltre il parcheggio per mezzi pesanti non dovrebbe essere ritenuto pubblico, come nemmeno la rotatoria, inizialmente non prevista. Il Comune così, per Legambiente, si fa carico di costi di manutenzione rilevanti. Al contrario il direttore dello staff del servizio urbanistica, Marco Masserdotti, ribatte nelle controdeduzioni che si tratta il verde pubblico fa parte delle opere di urbanizzazione con valore ambientale, e che il parcheggio di mezzi pesanti è indispensabile alla realizzazione della lottizzazione, ed è finalizzato alla città, non all’attività privata. Tutte le caratteristiche della lottizzazione, anche la parte di logistica, vengono rivendicate dal Comune come pienamente legittime allo sviluppo cittadino e come opere di urbanizzazione. Non ci sono dunque sprechi di suolo, per il Comune. Le controdeduzioni si rifanno poi alla Valutazione ambientale strategica e alla bozza di convezione con l’immobiliare Guerino, che realizzerà l’intervento. L’amministrazione ribalta completamente una lunga serie di critiche, compresa quella del circolo cittadino Vedo Verde, di Legambiente, che ha contestato il fatto che l’ampliamento della rotatoria sarà realizzato dopo la lottizzazione, anche se le previsioni di traffico esistono già. Critiche, anche queste, respinte al mittente, da parte del dirigente Masserdotti, che rifà alle leggi in vigore e alle capacità professionali dei progettisti. Da un punto di vista strategico politico, il Comune ha scelto di dare opportunità di sviluppo ad alcune attività commerciali, all’ingrosso e al dettaglio, dopo anni di crisi. Ancora una volta non c’è alcun punto d’incontro fra associazioni e amministrazione, quando si parla di consumo di suolo.

Paolo Zignani

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