Quella non sarebbe stata la casa di Dio perché mancava pulizia e trasparenza, è meglio quindi che non sia stata fatta, perché mancava la volontà della popolazione di Crema. E’ il giudizio di Adnàni Kadmìri, presidente della comunità islamica La Fratellanza, uscito dal gruppo di musulmani che intendevano realizzare una moschea o centro culturale islamico in via Milano e tutt’ora polemico verso la scelta del Comune di Crema. Infatti l’amministrazione guidata dal sindaco Stefania Bonaldi ha assegnato un terreno in via Milano a un gruppo che rappresenta la comunità islamica: nessuna offerta valida è stata presentata in risposta al bando municipale quindi nessun edificio di culto sarà costruito. Sono mancate le necessarie garanzie economiche e bancarie. Il sindaco ha ribadito l’intenzione di proporre un nuovo bando solo se sarà rieletto, non nel corso di questo mandato. Le prossime elezioni si terranno l’anno prossimo. Per Adnani Kadmiri però è un bene che la moschea non sia stata realizzata in quel modo, perché i cremaschi sono divisi tra loro e inoltre il bando prevedeva la possibilità di restituire il terreno al Comune dopo trent’anni di affitto. C’è sempre il rischio che le moschee cadano in mano alla speculazione. Condizioni inammissibili: bisognava uscire dall’ambiguità tra centro culturale e moschea e acquistare la piena proprietà in modo trasparente, senza alcun dubbio. Le discussioni continuano, lo scontro non si placa. Il capogruppo di Rifondazione comunista Mario Lottaroli si è detto dispiaciuto, perché un edificio di culto è un diritto riconosciuto dalla Costituzione: per Lottaroli l’amministrazione si è comportata oltre che con coraggio anche con una procedura ineccepibile, ma lamenta la manca di un dialogo più stringente con i responsabili della comunità islamica, per chiarire quali fossero i documenti necessari. Dure le polemiche del centrodestra e della Lega Nord, intervenuta a Crema anche con il segretario nazionale Matteo Salvini. In questi anni a Crema si è parlato spesso di rischi per la sicurezza dei cittadini. Da parte sua il consigliere di centrodestra Antonio Agazzi ha presentato ricorso al Tar contro la delibera del luglio 2015: secondo le opposizioni esisteva un patto pre-elettorale fra comunità islamica e Stefania Bonaldi, la quale però avrebbe tenuto all’oscuro i cittadini. Il sindaco ha smentito sostenendo che è stata l’amministrazione precedente, di centrodestra, a indicare sul Pgt l’area da destinare alla moschea. Per Adnani Kadmiri, marocchino di origine che ha ottenuto cittadinanza italiana, va rispettata innanzitutto la legge italiana, inoltre il Corano diffonde il messaggio etico fondamentale del rispetto reciproco fra le persone: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

Paolo Zignani

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