Cremona L’amministrazione provinciale di Lodi ha manifestato con un  documento ufficiale comunicato ieri ai quarantadue sindaci del cremasco un obiettivo ben preciso: dividere la Provincia di Cremona,  smentendo così in modo clamoroso e frontale lo studio commissionato  dalla Camera di Commercio di Cremona alla società di consulenza di  Kpmg, che aveva proposto invece di tenere unite la provincia  cremonese, compreso il Cremasco, perché presenterebbe caratteristiche  simili dal punto di vista socio-economico e demografico. A una  quarantina di chilometri di lontananza, lungo l’Adda lodigiano, la  verità cambia totalmente, anche se l’amministrazione è sempre del Pd,  sia a Cremona, che Mantova, Crema e Lodi e rispettive Province. La  Provincia di Lodi sostiene che alle sette aree omogenee creati dalla  Regione Lombardia nella città metropolitana di Milano bisogna  aggiungere uno, formato da Crema e Lodi insieme, per motivi ben  chiari: la vicinanza delle due città, distanti solo 15 chilometri, la  somiglianza del territorio, a vocazione agricola e zooctecnica, la  possibilità effettiva di creare una dimensione comprensoria di 400mila  abitanti, in grado di attrarre altri Comuni limitrofi e formare quindi  un’area omogenea all’interno della città metropolitana. In tal modo,  il Cremasco-Lodigiano bilancerebbe il peso eccessivo delle aree vaste  di Pavia, di Cremona-Mantova, sui 600mila abitanti, e delle altre  città maggiori della Lombardia. Crema e Lodi rischiano di essere  schiacciate dalle realtà principali, e questo significa che si salverà  la qualità dei servizi ai cittadini, come i trasporti, le scuole, la  pianificazione territoriale, la cura dell’ambiente e tutte le
competenze che i Comuni eserciteranno associandosi dentro l’area  omogenea. Il polo tecnologico della cosmesi e l’agroalimentare
uniscono Crema e Lodi, come anche il Parco Adda Sud. La differenza è  l’Azienda per la tutela della salute, ex Asl, che la Regione ha
collocato a Mantova congiungendola con l’ex Asl di Cremona, ma Lodi e  Crema potrebbero organizzarsi. La provincia di Lodi conta 61 Comuni e  235mila abitanti. La stessa legge Delrio ha riformato le Province in  attesa della riforma costituzionale, lasciando che i territori si  preparassero al cambiamento. Ancor più che l’ex presidente della  Provincia di Cremona Carlo Vezzini e alla sua maggioranza cremonese,  viene contraddetta la dura presa di posizione del consigliere  regionale del Ncd Carlo Malvezzi, che di autonomia cremasco-lodigiana  non vuole sentir parlare. Nei Comuni del Cremasco, però, dopo le  delibere di oltre quaranta consigli comunali sono già iniziate le  assemblee pubbliche, e i cittadini di un capoluogo a Mantova non  vogliono proprio saperne.

Paolo Zignani

 

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