(Cremona). Bisogna tenere il fiato sul collo degli amministratori pubblici, perché vigilino e facciano tutto il possibile, dato che persino i Comuni potrebbero essere indotti a usare pesticidi nella manutenzione del verde, anche nei giardini delle scuole materne, pur di risparmiare sulla manodopera. L’invito iniziale del sindaco di Vescovato Maria Grazia Bonfante ha ricevuto ampli consensi dal pubblico dell’auditorium di via Marchi, dove due esperti, Carlo Modonesi, biologo dell’università di Parma, e il tossicologo degli inquinanti Federico Balestreri, entrambi dell’Isde, hanno spiegato quali sono i pericoli connessi all’uso dei pesticidi e del glifosato. Nelle stesse ore è arrivata la notizia del rinnovato divieto di usarli da parte dell’Unione europea.  L’agricoltura innanzitutto è sotto esame, ovunque, dalla periferia di Cremona a tutto il territorio, visto che poi l’uso delle sostanze nocive risulta frequentemente nelle acque della Lombardia più che in altre regioni, come ha dimostrato la ricerca dell’istituto Ispra. Tra il pubblico di ieri sera c’erano anche agricoltori che hanno confermato il desiderio di usare sostanze e tecniche ben più sicure: l’Italia ha ancora una normativa severa, che potrebbe però essere gravemente indebolita se sarà approvato il Ttip. I pesticidi sono responsabili, secondo gli studi epidemiologici, di gravi malattie, come quelle tumorali, che possono colpire specialmente i bambini e i neonati vittime di malformazioni. I pericoli peggiori riguardano la riduzione della fertilità e soprattutto il sistema endocrino e l’apparato riproduttivo. L’elenco dei danni è preoccupante: molte specie animali, vegetali e soprattutto di insetti sono in estinzione ben più rapida di quanto accadrebbe senza l’intervento delle multinazionali della chimica. Otto compagnie, nel mondo, controllano il 75% dei pesticidi, condizionando la qualità dell’alimentazione e riducendo gravemente la biodiversità dei territori. In campagna animali, insetti e volatili sono molto meno numerosi che in passato, come già risultava dalle ricerche dei biologi negli anni Sessanta. Le istituzioni pubbliche non possono far altro che introdurre regole ed effettuare controlli e le richieste dei cittadini si fanno sentire, come a Gabbioneta Binanuova, dove la presenza di vaste coltivazioni di mele è effettuata con l’uso di sostanze sulle quali alcuni residenti hanno già chiesto chiarimenti al Comune. Si parla già della formazione di un nuovo comitato. Gli effetti nocivi riscontrati nell’area di Bordeaux in Francia, come in Minnesota negli Stati Uniti danno luogo a una percentuale eccessiva di aborti spontanei. In Italia, a eccezione di alcuni dubbi emersi in Val di Non nel Trentino, non ci sono casi conclamati, vista la severa legislazione, tuttavia la trasformazione dell’agricoltura in industria, con metodi tesi a massimizzare il profitto, induce in tentazione. Alcuni agricoltori cremonesi, ieri nell’auditorium di Vescovato, hanno confermato l’esistenza di un fronte ecologista anche nella loro categoria. Compito dei sindaci potrà essere incoraggiare i controlli dell’autorità sanitaria e dell’Arpa.

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