Cremona Il Pd cremonese affonda il coltello nella ferita che ha lacerato il consiglio provinciale: il dimensionamento scolastico, l’argomento affrontato in modo tale, da parte delle istituzioni cremonesi, che i sindaci del Cremasco sono quasi tutti usciti dal consiglio provinciale, facendo venir meno il numero legale, per poi ottenere una sospensione del conflitto politico-territoriale.
La nuova legge 107 del 2015 crea infatti all’interno delle Province gli ambiti scolastici, l’uno cremonese e l’altro cremasco, entrambi autonomi. Le scuole dunque devono essere riorganizzate in modo da creare istituti autonomi, con almeno 600 alunni ciascuno e non oltre 1750. Non esisteranno più, di conseguenza, scuole di Cremona con presidenza a Crema e viceversa. La decisione su quali scuole accorpare va presa dal consiglio provinciale entro il 31 ottobre, con effetto a partire dall’anno scolastico 17-18. La commissione scuola del Comune di Cremona oggi si è compattata, sostenendo l’orientamento preso dall’ex presidente della Provincia Carlo Vezzini. A Cremona, dunque, le ragioni di Crema non vengono prese in esame e il grido di dolore del Comune di Crema, e dello stesso Pd cremasco, non è considerato. Davide Viola, vicepresidente della Provincia, è intervenuto oggi per evitare il conflitto territoriale con Crema: per lui le scelte sono soltanto tecniche e non politiche. Ferruccio Giovetti, di Forza Italia, ha condannato ogni campanilismo e sciovinismo per auspicare la soluzione più condivisa possibile. La proposta cremonese è di unire la sezione cremonese del liceo artistico Munari dalla presidenza di Crema per associarla all’Ipiall Stradivari, la scuola internazionale di liuteria. L’obiettivo è dare stabilità all’autonomia dello Stradivari, da anni al di sotto delle 500 iscrizioni e quindi bisognoso di una deroga, dai tempi della riforma Gelmini. In questo modo però il liceo artistico di Crema verrebbe accorpato alle professionali: una prospettiva respinta dai cremaschi, che non vogliono subire le decisioni del capoluogo provinciale. Il vicesindaco Maura Ruggeri però ritiene che la riorganizzazione sia un’opportunità e quindi il Comune sta per dare il via libera al nuovo polo della musica e delle arti, con 772 alunni. Anche Luigi Lipara, del Pd, insiste: non è questione politica, e tutti i soggetti – l’ufficio scolastico regionale e provinciale, i sindacati e le scuole stesse – hanno già accettato la linea cremonese. Ci sono problemi però anche a Cremona, dove fra istituto tecnico e professionale l’unione non è vista favorevolmente da tutti. La riorganizzazione interessa anche il polo meccanico: istituto tecnico e professionale si uniranno, perché al tecnico le iscrizioni diminuiscono, per migrare verso il professionale. L’istituto agrario rimane provinciale, con le sue sezioni di Crema e Pandino, altrimenti perderebbe la disponibilità della sede, che è vincolata all’uso di un istituto scolastico provinciale. I cremaschi hanno ultimamente evitato di eccedere nei toni polemici, nel frattempo però anche la Provincia di Lodi ha deciso di formare un’area omogenea con Crema, dividendo la provincia di Cremona.

 

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