(Cremona). Saranno tempi difficili per chi vorrà fuggire dalla finestra come anche per chi, trovandosi a fare una passeggiata per la prima volta in un quartiere di Cremona, si fermerà ad ammirare un giardino o gli alberi di un parco pubblico, perché qualcuno gli chiederà con cortesia se c’è bisogno di qualcosa. Nulla di cui preoccuparsi, però. Significa che sarà entrato in azione il controllo del vicinato, di cui hanno discusso ieri i rappresentanti di tutti i quartieri di Cremona nella sede della polizia municipale, con la partecipazione del comandante Pierluigi Sforza. Per i ladri e i truffatori, invece, ci saranno più problemi di prima, perché in ogni via e ogni condominio ci potranno essere sguardi attenti a ogni anomalia, e almeno una persona pronta a inviare un messaggio alle forze dell’ordine tramite un gruppo Whatsapp, o fare una telefonata. Non saranno segnalazioni impulsive, grazie a un corso di formazione a cura dell’associazione nazionale che, su esempio delle analoghe organizzazioni statunitensi e americane, ha diffuso anche in Italia la pratica di sorveglianza volontaria, a base di messaggi alle forze dell’ordine, senza ronde né armi né metodi violenti. Saranno esposti i cartelli con il logo e la dicitura “controllo del vicinato”. Chi ne riceverà vantaggio sarà anche chi, malauguratamente, dovesse aver bisogno di aiuto o soccorso. Cremona si differenzierà dal modello nazionale: i messaggi che partiranno dai vicini saranno selezionati non da un responsabile del quartiere ma dalla centrale operativa dei vigili urbani, che valuterà le priorità e le urgenze, evitando eccessive responsabilità sulle spalle dei cittadini. I quali non faranno turni di sorveglianza. Semplicemente, chi noterà comportamenti sospetti a qualunque ora del giorno potrà mandare un messaggio o fare una telefonata seguendo un canale informativo ben collaudato. Secondo Stefano Bocci, del quartiere Po, la nuova iniziativa di collaborazione, non di sostituzione delle forze dell’ordine, favorirà la ripresa dei contatti tra il vicinato. Orari di lavoro variegati, lingue diverse, spostamenti frequenti e uso frequente di internet hanno fatto decadere la cultura del cortile, che caratterizzava Cremona un tempo, ma che, dopo l’ondata di furti e rapine, ma anche pestaggi, scippi, violenze e truffe, sente più mai il bisogno di rinascere. La circolazione delle informazioni sarà molto utile. Se ad esempio un ragazzo compie uno scippo in motorino, un negoziante potrebbe riconoscere il motorino dalla descrizione data da un tempestivo messaggio whatsapp a tutti i cittadini del quartiere che si sono collegati, e così lo scippatore potrebbe essere individuato e catturato dalle forze dell’ordine.

Paolo Zignani

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