Nel secondo trimestre di quest’anno è aumentata la produzione industriale in provincia, con un dato di poco superiore alla media regionale, ma l’occupazione segna un lieve calo, mentre si riducono anche gli ordinativi e il fatturato. Rispunta anche il ricorso, per quanto ridotto, alla cassa integrazione. E’ il risultato dell’indagine congiunturale elaborata ogni tre mesi da Uniocamere Lombardia, assieme ad assoindustriali, Confartigianato e Cna, che ha riguardato 121 imprese della provincia di Cremona. Le imprese in grado di esportare all’estero vengono premiate dal mercato, in particolare nel settore manifatturiero, con un andamento positivo per l’industria e negativo per l’artigianato. La Lombardia presenta dati in crescita e l’Italia in calo. Il dato destagionalizzato della produzione industriale è più 0,9 fra aprile e giugno per la provincia di Cremona, che deve recuperare rispetto al periodo precedente alla crisi del 2008 solo tre punti, mentre la Lombardia ne deve recuperare ancora otto e l’Italia è ancora ferma ai livello del 2010. Non mancano le preoccupazioni, ad esempio per il calo del fatturato in provincia, per un punto in meno, che si aggiunge alla diminuzione di un punto registrata tra febbraio e marzo. Si tratta di un calo dovuto al mercato interno: fanno utili le attività che esportano. Gli ordinativi seguono la stessa logica, trascinati in terreno negativo dal mercato interno. Tra aprile e giugno Cremona è tra le cinque province che superano la media regionale, assieme a Brescia, Mantova, Monza Brianza e Lecco, mentre il dato tendenziale, misurato sui dodici mesi, è di poco negativo. Il quadro è leggermente positivo anche per l’artigianato produttivo, dove la produzione cresce da otto trimestri. Sono in diminuzione le aziende in crisi, rispetto allo stesso periodo del 2015, anche nell’artigianato. Il trend economico, pur tra luci e ombre, fra i timori della Brexit e la debolezza della ripresa, come ha commentato il presidente della Camera di commercio Gian Domenico Auricchio, premia la capacità di innovazione. Il risultato per chi cerca lavoro però resta ancora deludente, come dimostrano i dati: il più uno per cento segnato dai posti di lavoro in dodici mesi non consente ancora di tornare ai livelli occupazionali del decennio scorso.

Paolo Zignani

 

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