Cremona La programmazione dell’amministrazione Perri continua a subire cancellazioni. Il cosiddetto Cremona City Hub non si fa più perché non ci sono richieste sufficienti da parte dei privati e delle imprese, quindi la giunta Galimberti lo vuole cancellare dal Piano di governo del territorio per sostituirlo con una riqualificazione del foro Boario, oltre a concentrare l’impegno sul rilancio del centro storico. Quattro anni dopo quindi, sta per sparire dalle carte il piano integrato che prevedeva, nell’ampia zona tra via Mantova e via del Macello, 200 abitazioni, il rifacimento dello stadio di calcio e un noto intermodale. Diventa realtà, dell’intero piano voluto dagli ex assessori Carlo Malvezzi e Federico Fasani, solo il polo tecnologico. Da parte di Italia Nostra e dello stesso centrosinistra, che era all’opposizione, il City hub era stato bersagliato dalle critiche più pesanti, come un vero e proprio trionfo del cemento armato fatto di una serie di palazzoni grigi, senza alberi, oltretutto al posto del parcheggio gratuito largamente più utilizzato. L’effetto della crisi economica continua a gravare pesantemente, malgrado l’aumento dei posti di lavoro anche in città e in provincia fra 2012 e 2015 certificato dall’Istat. I progetti spariscono dalla pianificazione, la ripresa economica che la giunta Perri sperava di sostenere è debole, e in compenso la spaccatura del territorio si fa così lacerante da diventare un problema anche per la Regione Lombardia. Cremona cresce a rilento e al Pirellone si presenta spaccata, dove ieri si è riunito il Comitato regionale riforme, per fare il punto sugli otto cantoni, come la giunta Maroni chiama le future otto aree vaste. La futura area vasta comprende Cremona Mantova e Crema, mentre Lodi si unirà alla città metropolitana, chiedendo però di unirsi con Crema, una scelta di cui il presidente della Regione ha promesso di tenere conto, anche se il sindaco di Cremona non ne vuole sapere. La Regione, dato che anche altri territori discutono ancora – come Brescia che non vuole perdere un’ampia parte di Valcamonica – dovrebbe prendere una decisione tra poco più di una settimana, entro venerdì 22. Nel frattempo Cremona continua a dar la sensazione di frattura tra istituzioni e non poche istituzioni che da tempo chiedono un modello di sviluppo più attento all’ambiente, al sociale e alle richieste dei cittadini.

Paolo Zignani

 

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