Cremona: i vigili urbani fermano Ecoplant

La squadra giudiziaria della polizia municipale ha accertato ieri pomeriggio che la società Ecoplant ha avviato il proprio cantiere di via Riglio, a Cavatigozzi, senza ancora disporre delle autorizzazioni necessarie. E’ subito scattata la diffida: la pratica passerà all’ufficio Edilizia privata del Comune, seguiranno poi un’ordinanza e una sanzione ammininistrativa. Ecoplant ha presentato la propria richiesta di attivare un nuovo impianto di gestione dei rifiuti solo da poco: la domanda è arrivata in Provincia il 19 maggio, con uno studio d’impatto ambientale di circa 80 pagine, e già nelle settimane successive è entrata nel mirino degli ambientalisti, perché il nuovo impianto tratterà 100mila tonnellate di rifiuti all’anno, 15 all’ora, col risultato di produrre combustibile solido secondario da bruciare nell’inceneritore di Cremona, a pochissimi chilometri di distanza, ampliandone quindi l’attività. Ecoplant, che di fatto intende costruire un mulino di scorie per l’inceneritore, è stata fondata quest’anno, il 4 febbraio, controllata al 60% dal gruppo bresciano Marcello Gabana, e per il 20% ciascuno da Leonardo, altra società bresciana, e da Crea, cioè Cremona ecologia e ambiente, società già insediata da anni in via Riglio, nell’area industriale, e attiva nel settore degli spurghi fognari. Il gruppo Gabana è attivo in vari settori, dall’immobiliare, alla logistica, all’agroalimentare, ma si occupa anche di gestione dei rifiuti e di discariche. Ecoplant ha acquistato dal proprio socio Crea un’autorizzazione allo stoccaggio dei rifiuti, ma ha solo chiesto e non ancora ottenuto altri due documenti: una variante non sostanziale dell’autorizzazione di cui già dispone e una variante stavolta sostanziale dell’autorizzazione integrata ambientale. Quest’ultimo documento è di particolare rilievo perché è soggetto a valutazione d’impatto ambientale preliminare, quindi i lavori non potevano essere già iniziati. La verifica dei vigili ha considerato soltanto gli aspetti urbanistici ed edili del cantiere. Per l’esame dell’effetto dell’attività di Ecoplant sull’ambiente non è prevista però alcuna conferenza dei servizi. Le associazioni ambientaliste il comitato di quartiere di Cavatigozzi sono stati sorpresi dalla rapidità delle richieste e dal periodo estivo. Il termine per presentare osservazioni scadeva infatti ieri. Il Comune ha annunciato da alcune settimane massima attenzione alla nuova iniziativa, mentre il settore ambiente dell’amministrazione provinciale si è detto disposto a prendere in considerazione le osservazioni delle associazioni anche se saranno presentate in ritardo.

Paolo Zignani