Stavolta Ambientescienze fa del sarcasmo sul piano di risanamento e rilancio dell’Aem, anche se il sindaco Galimberti gongola perché il pagamento di oltre cento milioni di debiti ormai è garantito. Polemica ambientalista aperta da parte di Benito Fiori perché l’azienda, che all’interno di Lgh aveva almeno il 31%, ora all’interno del colosso A2A conta ben poco, anzi nulla secondo i critica, e la raccolta dei rifiuti tanto per cominciare potrebbe risentirne. E’ poi imprecisato il progetto del “polo tecnologico”, si parla di fumose attività industriali e di un presunto grande progetto industriale che vedrà Aem impegnata nell’installazione di lampioni lungo le strade: quindi le fortune dell’azienda dipenderanno dal numero di lampadine bruciate e sostituite. E’ però soprattutto una frase, tra gli annunci del sindaco, a preoccupare Ambientescienze, quella che dice che Aem nella prossima legislatura tornerà a fare utili per la città, come se il desiderio fosse lo stesso delle molte amministrazioni che hanno generato quella montagna di debiti. In tal caso il futuro indebitamento verso le banche causerà la definitiva liquidazione della società di viale Trento Trieste, che per molti anni i cremonesi hanno chiamato orgogliosamente “l’azienda”. Al confronto con il passato, il ruolo di Cremona all’interno di A2A appare minuscolo alle opposizioni, ora che la cosiddetta alleanza, polemicamente considerata come una svendita, è ormai conclusa. A2A ormai possiede il 51% di Lgh, che comunque ha varato il nuovo cda, il cui presidente è un consigliere politico di Matteo Renzi, il bresciano Antonio Vivenzi, e l’amministratore delegato Massimiliano Masi è espresso da A2A. I principali Comuni soci sono rappresentati: per Cremona è stata nominata Fiorella Lazzari, già assessore provinciale all’ambiente. Nessun ritardo, niente proroghe né tempi lunghi: le nozze sono già state celebrate: A2A detiene la maggioranza. Duri i commenti delle opposizioni. Federico Fasani del Ncd alza il tiro: l’operazione A2A è stata diretta non dal Pd regionale ma direttamente dal governo. Il risultato è che Cremona non gestisce più i servizi, anche se il sindaco Galimberti ha parlato ieri di giorno storico e di Cremona protagonista proprio mentre si ritrova in posizione di forte minoranza. Come già i cinque stelle, Fasani avrebbe preferito una gara ad evidenza pubblica. Per il Comune nessuna trattativa è stata mai così pubblicizzata come questa, avviata dopo il fallimento di ben cinque tentativi di alleanze. Marcello Ventura dei Fratelli d’Italia da parte sua attende il pronunciamento dell’Autorità anticorruzione sul prezzo delle azioni di Lgh: per lui l’operazione è stata solo politica, come dimostrano le nomine, e di industriale non c’è nulla. E A2A? Per molti non investirà mai su Cremona, che sarà duramente penalizzata rispetto al passato.

Paolo Zignani

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