Cremona. La salute pubblica ostaggio del profitto: sarebbero le leggi europee a deciderlo, mettendo in primo piano l’interesse economico, in caso di conflitto rispetto all’interesse generale nel contrastare i rischi legati all’ inquinamento. Uno scenario spaventoso in cui già viviamo:  l’associazione Ambiente Scienze sull’argomento interverrà domani sera presso l’Arcifesta , al nuovo ostello di via del Sale alle 19 e 30. A Cremona la partita esemplare è quella legata all’inceneritore. Nonostante la riduzione dei rifiuti da bruciare grazie alla raccolta differenziata spinta, l’impianto continua la sua attività. Se le spese per i sistemi di filtraggio più evoluti sono troppo alte, la legge dà ragione all’interesse del gestore, che potrà continuare l’attività di incenerimento anche senza misure in grado di arginare le fonti di inquinamento pericolose per la popolazione. Oltre lo scenario appena citato è opportuno ribadire che manca la necessaria trasparenza e certificazione rispetto alla provenienza dei rifiuti da smaltire e dei ricavi per la comunità raffrontati con quelli dei gestori.  Solo una piccola percentuale è infatti tracciabile.

Susanna Grillo

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