29 chilometri di linea ferroviaria ristrutturata senza passaggi a livello, completamente elettrificata, e un ponte sul fiume Po appena rimesso a nuovo a Cremona, sono già condizioni vantaggiose rispetto ad altri percorsi: la Cremona Piacenza potrebbe riaprire veramente, secondo le intenzioni della regione Emilia Romagna, che a distanza di oltre un anno è sul punto di dare ascolto alle richieste dei comitati dei pendolari e delle associazioni ambientaliste, che avevano organizzato una biciclettata fra le due città. Dario Balotta, di Legambiente trasporti Lombardia, spiega che basterebbe una navetta ogni ora, dato che il viaggio dura circa venticinque minuti, per assicurare il trasporto ferroviario, una vera e propria necessità, visto che i bus sostitutivi impiegano mezz’ora più del treno, e considerate anche le condizioni di traffico dell’intasata Cremona Piacenza. Un treno sufficientemente nuovo, con aria condizionata e in grado di non guastarsi: ecco un desiderio poco lontano dalla realtà. La gestione non toccherebbe a Trenord, spesso nel mirino delle critiche per l’uso di treni diesel vecchi e inquinanti, dato che nella ripartizione delle linee interregionali che corrono fra la Lombardia e l’Emilia, la Cremona Piacenza, una delle linee secolari, è totalmente sfuggita al Pirellone. Le fermate sono quasi tutte su territorio piacentino, da Castelvetro a Monticelli, Caorso e Piacenza. Ai collegamenti tra Piacenza e Milano poi i pendolari cremonesi guardano, in caso di guasti e ritardi, nei giorni in cui la ricerca di un’alternativa, oggi inesistente, si fa necessario. Negli anni scorsi, poi, a Piacenza i cremonesi si sono recati per prendere altri treni diretti verso la Liguria, oltre che per Torino o Bologna, e visti i collegamenti con Milano la riapertura piacentina è vista con molto favore. Occorre quindi un sistema di coincidenze con i convogli diretti verso le destinazioni principali. E’ Trenitalia che gestisce i trasporti ferroviari emiliani, tramite la partecipata regionale bolognese Tper: indire una gara sarebbe la procedura perfetta, nella speranza che la riapertura non venga cancellata fra i miraggi di Ferragosto.

Paolo Zignani

 

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