(Cremona). Addio alla Camera di commercio di piazza Stradivari: la riforma Madia non cambia rispetto alla bozza in circolazione da mesi, viene approvata dal governo e colpisce l’istituzione cremonese, perché ha meno di 75mila imprese iscritte, e la accorpa a Mantova, dove però nemmeno esiste una sede in grado di ospitare i circa cinquanta dipendenti. Il governo ha approvato il decreto legislativo ieri: le Camere sul territorio nazionale vengono ridotte da 105 a 60, nel quadro di una serie di semplificazioni e tagli che in realtà, per il sindacato, ma anche per una buona parte del mondo delle piccole e medie imprese, si risolve in un danno evidente per il territorio. Se il sottosegretario Calenda insiste sul risparmio per le imprese, a Cremona il rappresentante dei lavori Gabriele Zambelloni, precisa che si tratta solo di 50 euro l’anno per un’istituzione, che senza spendere fondi pubblici ha svolto ampiamente attività di supporto alle attività produttive locali, come anche alle manifestazioni – dalla Fiera di Grumello alla Festa del Torrone – e ai trasporti. Vengono cancellate di conseguenza molte funzioni camerali, tranne il registro delle imprese, e ridotto pesantemente anche il sostegno all’internazionalizzazione, che è una delle opportunità su cui puntano le piccole e medie imprese. La critica all’azione del governo, che potrà vantare tagli e riforme in Europa, tende a salvaguardare una particolarità italiana, che non ha paragoni negli altri Stati, per l’aiuto dato alle piccole attività. I posti di lavoro, una cinquantina in provincia di Cremona, dovrebbero restare, dopo la valutazione che darà data dalla Unioncamere nazionale entro sei mesi, ma le imprese saranno più isolate: chi voleva aprire un’attività poteva trovare informazioni e corsi di formazione, un domani no. Il mondo delle aziende cremasche in particolare respinge l’accorpamento con Mantova e potrebbe ottenere una sede distaccata, così come Cremona diventerà una succursale di Mantova. Per i dipendenti continua lo stato di agitazione, con una manifestazione nazionale in vista a Roma. L’iter parlamentare prevede una serie di passaggi nelle commissioni, per l’approvazione finale da parte di Camera e Senato: il percorso sembra però già segnato, anche perché la stessa Confindustria nazionale sta appoggiando le riforme governative che anche in questo caso indebolisce proprio il territorio cremonese.

Paolo Zignani

 

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