Cremona Fra cenoni festivi con molte portate, avanzi cospicui, e sprechi quotidiani, segnalati a volte dai cittadini, la lotta contro lo spreco alimentare si concretizza a Cremona con un progetto già attivato in altre città, come Monza, Arezzo e Pordenone, che a sua volta si appoggia sulla collaborazione tra comuni e industrie metallurgiche. Si tratta di “Tenga il resto”, progetto sostenuto dall’assessore Alessia Manfredini, allo scopo di ridurre la produzione di rifiuti, ancora attorno ai 500 chilogrammi annui pro capite a Cremona e provincia, più alta della media europea e dei Paesi più virtuosi. In ottobre arriveranno a Cremona 100mila vaschette di alluminio, fornite dal Cial, Consorzio imballaggi alluminio, da distribuire ai ristoranti e ai pubblici esercizi. Chi non consuma l’intero pasto, potrà mettere l’avanzo nella vaschetta, coperta di cartone e dei loghi dei partner dell’iniziativa, e destinarlo ad attività solidali. In questo modo, oltre che con le iniziative già intraprese nelle scuole, il Comune intende contrastare l’eccesso di scarti alimentari che si genera nei passaggi fra produzione, trasformazione e consumo, facendo in modo che i cibi non consumati, ancora freschi, arrivino a chi nemmeno può permettersi due pasti al giorno. La collaborazione tra enti locali e industrie ha reso possibile anche una legge recente, sulla quale si fonda il progetto “Tenga il resto”, presentato da Alessia Manfredini durante l’ultima riunione della cabina di regia del Distretto urbano del commercio. Un esponente del Cial, Gennaro Goldo, spiegherà alle associazioni di categoria il funzionamento del progetto. Negli ultimi tempi la sensibilità dei cremonesi al grave problema degli sprechi si è acuita. Diversi cittadini hanno riferito, indignati, di aver trovato generi alimentari ancora commestibili nei bidoni della spazzatura, persino
vicino a condomini popolari. Anche alcune associazioni ambientaliste, sul fronte più ampio della produzione di rifiuti di ogni genere, hanno chiesto al Comune di favorire la riduzione dei rifiuti tramite accordi con supermercati e centri commerciali. Si potrebbero così incontrare vari interessi: quello del Comune a diminuire la spesa per la gestione dei rifiuti, ottenendo un sostegno alle famiglie in maggiore difficoltà.

Paolo Zignani

 

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