CREMONA Non tutti i casi difficili che si presentano agli insegnanti nelle scuole cremonese, specialmente nell’età dell’obbligo, sono precisamente definiti dalle norme. Il disagio familiare e personale ha molti aspetti, tra crisi economica, cambiamenti sociali e immigrazione in una scuola più volte riformata in pochi anni, ha reso necessario un nuovo protocollo d’intesa fra il Comune di Cremona, come capofila del distretto che comprende 46 Comuni, e il Centro territoriale Inclusione di Cremona. I problemi che affrontano gli insegnanti sono di natura così varia che occorre un intervento precoce e professionale ormai organizzato e sistematico. L’amministrazione vuole salvaguardare non solo il patrimonio degli edifici scolastici, sottoposti in questo periodo a una lunga serie di interventi di manutenzione per la sicurezza, a evitare il rischio di cedimenti strutturali, ma anche favorire ’integrazione facendo incontrare le conoscenze maturate da insegnanti di sostegno, docenti, personale scolastico, compagni di classe, famiglie e operatori dei servizi, anche perché lo stesso caso non sia affrontato da più uffici. Servizi sociali, scuole e famiglie si incontreranno più facilmente. La dispersione scolastica è diventata un problema soprattutto nelle scuole professionali, dove un quarto degli studenti ha perso almeno un anno, e in parte negli istituti tecnici. Il Comune punta sulla frequenza, il successo scolastico e l’integrazione sin dalle materne, dove Cremona conta una percentuale di dispersione degli allievi vicina allo zero e intende realizzare un sistema organico ed efficiente. Di qui la sfida dell’assessore Rosita Viola a sviluppare l’esperienza del progetto “A scuola e oltre” per affrontare le fragilità economiche, sociali ed educative in una rete di servizi aperta a tutti, non concentrata sui soli casi di disabilità già tutelati dalla legge. Il protocollo d’intesa è stato approvato ieri dalla giunta municipale.

Paolo Zignani

 

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