Cremona La sporcizia ha abbruttito Cremona, che anno dopo anno ha invaso le vie del centro, le gallerie, le piazze, le vie più frequentate. E il rimedio è affidato al volontariato, come stamattina, quando gli studenti di quattro classi dell’istituto tecnico agrario e del professionale Stanga e di altre due classi del liceo di scienze umane Anguissola hanno raccolto ben sei bidoni di mozziconi abbandonati. E’ il caso più eclatante. I sei contenitori rimangono esposti al pubblico, in Spaziocomune in piazza Stradivari, come monito. Nemmeno contro le sigarette buttate per strada Cremona è riuscita sinora a difendersi. E’ una vera e propria guerra contro i fumatori e il degrado che ha assalito il territorio comunale, nello scenario delle multe da 30 a 300 euro, già stabilite con una legge nazionale in vigore dallo scorso febbraio, per chi usa il suolo pubblico come portacenere, danneggiando gravemente la pavimentazione di pregio. Le cicche poi contengono nicotina, benzene e ammoniaca, che si propagano nell’aria. Ci sono fioriere trasformate in posacenere, in cui le piante sembrano ingiallite dalla nicotina. La pulizia fatta stamattina però riguarda solo una zona limitata, non certo tutto il centro. Le proteste sono arrivate da tempo in Comune, anche negli ultimi giorni: in corso Vittorio Emanuele, all’angolo con via Ala Ponzone, si forma spesso un tappeto di sigarette che copre l’asfalto: è la zona degli uffici pubblici, dei bar, delle passeggiate, a pochi metri da piazza Stradivari. Ci sono residenti che si ritrovano l’ingresso di casa invaso dai mozziconi, un tipo di rifiuto che richiede anche cinque anni per essere smaltito. Una delle cause del flagello è stata la mancanza di cestini: il Comune ne ha fatti collocare 51, una ventina dotati di posacenere. Il dispiegamento di forze da parte del Comune è imponente: intervengono anche le guardie ecologiche volontarie, un oratorio. Due assessori – Rosita Viola e Alessia Manfredini – elogiano la battaglia di civiltà e l’impegno di chiunque collabori. Sporcizia e incuria segnano il centro storico, dove la presenza di topi richiede continui interventi di derattizzazione, assieme all’Ats. Ci sono contenitori postali inutilizzati da tempo, edifici pubblici dismessi, muri sporchi, deiezioni di cani e parcheggi selvaggi, cartacce e lattine buttate dove capita. La cura per il dettaglio sembra perduta definitivamente. Si trovano persino catene metalliche abbandonate, in corso Vittorio Emanuele II. Corso Garibaldi poi ha perso l’eleganza e l’omogeneità dei colori dell’arredo urbano di un tempo, come ha ricordato la lettera di un commerciante. Gli spazzini sono stati sostituiti dalle macchine, e l’urbanistica è stata soppiantata da progetti singoli, senza un piano organico.

Paolo Zignani

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