Dopo due anni di indagine, la Guardia di Finanza di Brescia ha chiuso “Ring New”, un’operazione antidroga che ha portato all’arresto di 99 persone e al sequestro di quasi 5 tonnellate di droga tra cocaina, eroina, marijuana e hashish e ai sequestri di beni per oltre 1 milione di euro. Ad essere individuate e sgominate sono state cinque organizzazioni criminali con ramificazioni internazionali che rifornivano di droga le cosche italiane. L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, aveva già portato all’arresto di 84 soggetti (di cui 2 latitanti) e al sequestro di 117 kg di cocaina, 4.629 kg di marijuana, 90 kg di hashish, 850 grammi di eroina e morfina, 554.000 euro in contanti, 7 autoveicoli, 5 mezzi pesanti, 2 imbarcazioni e 1 camper. L’indagine, partita dal monitoraggio dello spaccio nel centro storico di Brescia (racchiuso all’interno della circonvallazione nota come “ring”), ha interessato molte regioni del territorio nazionale e si è estesa in Grecia, Spagna, Olanda, Belgio e Bulgaria, consentendo di accertare la contiguità tra la criminalità organizzata albanese e le consorterie criminali italiane. Le prime investigazioni, concentratesi sulla provincia bresciana, avevano permesso di individuare l’esistenza di un’associazione criminale qui radicata, in grado di importare ingenti partite di cocaina. I membri del gruppo criminale risultavano avere costanti rapporti con connazionali di stanza a Milano. Le investigazioni si sono poi concentrate su un’organizzazione transnazionale composta da soggetti albanesi e greci in grado di fornire a parallele organizzazioni sparse in tutto il territorio nazionale tonnellate di droga ogni mese. Tra i destinatari dello stupefacente vi erano gruppi criminali legati alle famiglie della camorra, della sacra corona unita e della ‘ndrangheta. Le ingenti partite di cocaina e hashish provenienti dalla Spagna e dall’Olanda viaggiavano su numerosi tir di proprietà del sodalizio, che aveva costituito ad hoc delle società di trasporto in Belgio, Grecia e Bulgaria. La droga era occultata fra la merce: prodotti ittici, frutta e verdura. La marijuana, coltivata e proveniente dall’Albania, giungeva sulle coste del sud Italia trasportata su veloci natanti o grandi pescherecci, per poi essere trasferita nelle altre regioni, viaggiando all’interno di grossi camper o mezzi pesanti che trasportavano agrumi. A molti degli indagati e arrestati è stata contestata l’aggravante della transnazionalità che prevede un aumento della pena da un terzo alla metà per i reati in relazione ai quali venga accertato il contributo di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato. Dall’operazione “Ring New” sono poi partite altre due importanti operazioni antidroga, condotte dai militari di Brescia, che hanno portato a numerosi arresti e sequestri di sostanze stupefacenti: la prima trasferita a Catanzaro per competenza territoriale (Operazione “Gentleman”); la seconda instaurata presso la Procura della Repubblica di Brescia (Operazione “Come Back”). Ring New è l’ennesimo episodio che dimostra come quella bresciana è una provincia in cui la criminalità trova terreno fertile essendo teatro di numerose operazioni antidroga, antiterrorismo e anti prostituzione.

Redazione

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