Un tuffo nei sospetti, un bagno tra le smentite, una tempesta di proteste: il solo annuncio di valutare il futuro appalto della piscina, lanciato qualche mese fa dall’assessore Mauro Platè, si è trasformato in un thriller. Marcello Ventura, dei Fratelli d’Italia, ha presentato in un esposto alla Procura una serie di domande. C’è una società, la Europa Sporting Club Brescia, che ha inviato una manifestazione d’interesse a palazzo comunale allo scopo di gestire la piscina, ma non ha mai ricevuto alcuna risposta. Secondo Ventura è sorprendente che la concessione di sei mesi alla Federazione italiana nuoto sia stata rinnovata all’improvviso pochi giorni dopo da luglio, per altri sei mesi, dopo che la Federazione aveva minacciato azioni legali. Il 12 agosto è stata pubblicata solo per pochi giorni sul sito del Comune, e poi ritirata, la delibera di giunta con cui veniva accettata la proposta project financing di Sport Management, il colosso veronese che gestisce già cinquanta centri natatori in Italia, fra cui il Bellini di Crema. La giunta Galimberti era divisa: l’assessore allo sport Platè era assente ma si era dichiarato contrario per email, come anche il segretario Pasquale Criscuolo. Ventura vede l’amministrazione già sbilanciata a favore della società veronese, che nei primi mesi di quest’anno aveva ricevuto dal Comune tutti i documenti necessari per presentare un’ipotesi di gestione temporanea, che poi è diventata il piattaforma per il futuro bando annunciato dal Comune. Ventura quindi ha chiesto alla Procura di indagare. L’amministrazione da parte propria ha smentito pesantemente le congetture del consigliere comunale: sono “affermazioni inesatte a scopo diffamatorio che oltrepassando la critica politica presentano fatti che non corrispondono a verità”. La nota di palazzo comunale aggiunge che la società bresciana non ha chiesto incontri, non ha presentato progetti ma solo fatto una proposta che così com’era non poteva essere accolta. La delibera di giunta di agosto ha poi solo espresso parere favorevole alla fattibilità del progetto dei veronesi. Seguirà poi una selezione pubblica aperta a tutti gli interessi. Un altro consigliere, però, Andrea Sozzi del gruppo misto, ha segnalato che le società sportive minori rischiano di essere emarginate in ogni caso da un appalto. Anche dalle canottieri sono arrivati commenti critici: un gestore privato forte, chiunque sia, si prenderà gli orari di frequenza e organizzerà i corsi più appetibili: ai cremonesi resteranno le briciole. Altre critiche, dal centrodestra, notano che Cremona sta ormai cedendo la gestione di tutto ciò che è pubblico.

Paolo Zignani

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