Cremona. Non ci sono mai stati tanti anziani in lista d’attesa nelle case di riposo della provincia di Cremona, ormai quasi novecento, esattamente 893 secondo il monitoraggio che l’Ats Val Padana compie costantemente, ma quel che colpisce il dato del distretto di Cremona: ben 455 persone, di cui 266 per la sola Cremona Solidale di via Brescia 106 a Sospiro, 104 a Castelverde, e altri 107 a Cremona in un istituto privato, 57 a Stagno Lombardo e 36 a Sesto. Il totale era 815 nel mese di gennaio. L’assistenza agli anziani sembra quindi paradossalmente l’industria del futuro, destinata ad assorbire personale e impegno economico crescente, come nessun altro settore, in pesante controtendenza rispetto alla crisi economica. Gli ospizi, pure molto numerosi in provincia, non riescono più a soddisfare la domanda di posti letto che proviene da famiglie sempre meno numerose e in difficoltà nel prestare cura tra le mura domestiche, disposte a versare oltre 50 euro al giorno per il ricovero, dato che non ci sono ormai altre soluzioni. Costi pesanti a carico del Comune di Cremona, dove i servizi sociali hanno stanziato quest’anno circa 300mila euro, per il sostegno al pagamento delle rette per i ricoverati non autosufficienti in strutture esterne al Comune di Cremona. Pensioni e risparmi in non pochi casi non bastano a pagare il conto dell’ospizio, quindi intervengono i servizi sociali, con un esborso rilevante, che col perdurare della crisi occupazionale diventa sempre più incisivo: in questo settore lo Stato, tramite la Regione, copre nemmeno metà della spesa, che resta direttamente a carico del territorio. La riduzione dei ricoveri fuori Cremona ha alleggerito quest’anno il conto a carico del Comune. L’obiettivo posto mesi fa dal direttore generale di Cremona Solidale, Emilio Tanzi, di riuscire a dare più servizi a domicilio, diventa quindi ancora più indispensabile, e non solo per dare più respiro al bilancio di via Brescia. La catena è corta: i familiari sovraccaricati dalle cure degli anziani non riescono a lavorare e ricorrono alla legge 104. Cremona poi è tra le città più vecchie d’Italia: la media nazionale è di 151 persone oltre i 65 anni ogni 100 ragazzi quattordicenni. Cremona arriva non a 151 ma a 224, superando anche la media della Lombardia.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata