Trescore Cremasco E’ stata autorizzata dall’amministrazione provinciale, in una sola settimana, la costruzione e l’esercizio di
dodici centraline elettriche a biogas, di potenza inferiore ai 500 kilowattora, 10 nel Cremasco, una a Volongo e una a San Daniele Po. Il caso più clamoroso è di Trescore Cremasco, dove una ventina di cittadini, residenti nelle immediate vicinanze della nuova centralina di via del Moso, anche a 50 metri dall’azienda agricola proprietaria del nuovo impianto, intendevano partecipare al processo decisionale rappresentati da due avvocati, Cristina Mandelli e Giovanni Siniscalchi. L’amministrazione comunale non ha riconosciuto però il loro diritto a intervenire e non ha dato loro le informazioni ambientali richieste, cioè gli atti che riguardano il progetto della centralina. I due legali hanno protestato richiamandosi a sentenze dei Tar e della Corte costituzionale. L’effetto di ciascuna centralina oltretutto sarà moltiplicato, perché nei due paesi confinanti, Trescore e Quintano, sorgeranno grazie alle tre nuove autorizzazioni rilasciate mercoledì scorso ben cinque impianti a biogas per una potenza totale di tre megawattora. Secondo le stime cui si riferiscono i due avvocati, una centralina da un mega produce emissioni inquinanti  equivalenti a quelle di 22mila automobili: i residenti della zona si ritroveranno così a dover sopportare un inquinamento atmosferico degno di una metropoli pur avendo scelto di vivere in un paese di campagna. Associazioni ambientaliste come “Salviamo il Paesaggio” contestano
l’eccesso degli impianti a biogas e un modello di gestione che causa un impatto troppo elevato, visto che le centraline vengono alimentate da scarti agricoli e dato che ogni centralina produce rifiuti da smaltire. In cambio della generazione di energia rinnovabile, i residenti della zona sono esposti al traffico di mezzi pesanti e al rumore, oltre che all’inquinamento atmosferico. Ats, Arpa, Comune, Provincia votano nella conferenza dei servizi, che si riunisce in Provincia, nel settore Ambiente, il cui dirigente è Roberto Zanoni, e la maggioranza decide. La firma sul decreto d’autorizzazione è quella del dirigente di settore. La controversia non è finita e anzi a Trescore Cremasco assume un valore di riferimento, perché l’accesso agli atti, da parte dei portatori di interessi concreti e diretti, è assicurato dalle leggi: Mandelli e Siniscalchi, che hanno rivendicato in una lettera i diritti dei cittadini alle informazioni ambientali, non si fermeranno. La convergenza delle istituzioni e degli organi di controllo a favore delle centraline a biogas è talmente forte da preoccupare gli ecologisti. A Castelleone, invece, il sindaco Pietro Fiori e l’assessore Massimiliano Busnelli, si oppongono alla realizzazione di una centrale a biomasse legnose.

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