Cremona. Doccia fredda, stupore, indignazione e richiesta di un confronto pubblico da parte dei Notriv della provincia di Cremona, dopo le dichiarazioni del geologo Giovanni Bassi di Soncino, che ha sostenuto un argomento disarmante: non esisterebbe nella letteratura internazionale, nella comunità scientifica, alcuna correlazione fra le trivellazioni e il rischio sismico, e se vengono rispettate le normative non c’è pericolo che si provochino sismi o si inquinino le faglie. Certe tecniche invasive, poi, non sono nemmeno mai state autorizzate in Italia. L’intervento ha causato subito reazioni, in particolare quella del consigliere comunale di Sergnano Enrico Duranti: non sono le trivelle a causare terremoti indotti dall’uomo, ma l’iniezione di fluidi nel sottosuolo per coltivare stoccaggi di gas, tant’è vero che in Olanda e negli Stati Uniti, in Oklahoma, lo Stato ha costretto le compagnie petrolifere a risarcire i danni subiti dalle abitazioni con un miliardo e 200mila euro, e non si tratta dell’unico Paese ad applicare risarcimenti. In Italia il rischio sismico è monitorato dallo Stato e il ministero dello Sviluppo economico ha approvato le linee guida in materia, che fanno parte del decreto di applicazione dello Sblocca Italia. Il rischio di terremoti causati dall’uomo è ipotizzabile soprattutto dove si incontrano le sorgenti sismogeniche, e a Soncino ne passano tre proprio a Bosco Vecchio, dov’è previsto uno stoccaggio sotterraneo di anidride carbonica oltre alla ricerca di gas e altre sostanze. Doppia trivellazione quindi. L’Italia in questi anni punta al raddoppio delle coltivazioni di idrocarburi, e il territorio della provincia di Cremona è fra i più sfruttati. Il presidente di Italia Nostra, in provincia, è proprio Giovanni Bassi, che è anche il geologo scelto dai Comuni dove si trovano gli stoccaggi. E Italia Nostra a Cremona, come anche le associazioni ambientaliste storiche, non ha mai chiesto di applicare il principio di precauzione, che fermerebbe trivellazioni e coltivazioni di idrocarburi, anche se a livello nazionale Italia Nostra è schierata contro l’eccesso di sfruttamento del sottosuolo. Di qui la divisione nel mondo ambientalista e la diffusione di nuove associazioni. A Soncino inoltre, in un’assemblea pubblica, un altro geologo, Emmanuele Cavalli, ha fatto sapere che nella letteratura scientifica si trovano chiari inviti a evitare la possibilità di terremoti indotti. Di qui l’invito di Duranti a Giovanni Bassi, per non parlare di sfida: si faccia un confronto pubblico sul rischio sismico.

Paolo Zignani

 

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