Cremona A distanza di anni il Piano di governo del territorio voluto  dall’ex assessore Carlo Malvezzi, diventato consigliere regionale,  colpisce ancora, grazie all’evoluzione delle norme regionali e  nazionali, e la giunta Galimberti non riesce a opporsi. Al Boschetto,  lungo la via cascina Sant’Elena, una delibera di giunta ha accolto,  nella prima riunione dopo il referendum costituzionale, lo schema di  convenzione con l’impresa Costa, che intende realizzare otto villette,  oltre a un parcheggio e una strada. Ancora consumo di suolo, dunque,  per seppellire sotto il cemento e l’asfalto un prato verde rimasto  libero ai confini del centro abitato, ma quel che è peggio è che sono  possibili altre lottizzazioni: al Maristella e di nuovo al Boschetto.  Il giudizio solitamente inflessibile dell’architetto de Crecchio si  attenua, perché il Comune appare circondato da fattori ostili. Da una  parte la Regione ha concesso tre anni di tempo ai proprietari per  presentare i piani attuativi e iniziare a costruire, pena la revoca  del diritto ad aprire i cantieri. Dall’altro lato ci si è messo il  governo, che esenta dal pagamento delle tasse gli agricoltori che  dichiarano i terreni edificabili funzionali alla loro attività. Mentre  la crisi del mercato immobiliare continua e le abitazioni invendute  restano numerose, chi è interessato a costruire guadagna tempo. Il  terzo fattore è il piano regolatore ereditato dall’amministrazione  Galimberti, che conta ben 32 ambiti di trasformazione, 32 aree  cremonesi destinate alla cementificazione. Il centrodestra ha voluto  tutelare la creazione di lavoro in questo modo. E’ stata la crisi a  salvare il suolo, come nell’area di via Bòmbici e via Flaminia, dove i  termini scadranno formalmente a gennaio e l’impresa ha solo firmato la  convenzione, non il piano attuativo: dunque non si costruisce, e il  cartello pubblicitario sepolto dalle foglie appare il simbolo di
un’iniziativa fermata dalla mancanza di domanda di nuove case. La zona  di via cascina sant’Elena è inoltre vicina al traffico della  tangenziale e a due impianti industriali, come la Wonder e la  Keropetrol. Comunque l’impresa edile ha un anno di tempo per  presentare il piano attuativo e quindi aprire il cantiere, proprio  mentre i valori delle abitazioni, a Cremona, sono scesi notevolmente  negli anni di recessione del mercato.

Paolo Zignani

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