Cremona Le polveri sottili cancerogene pm10 sono salite ieri a Cremona  in via Fatebenefratelli a 56 parti per milione, superando la soglia  d’allerta, e così domenica, per una singolare coincidenza, si potrà  andare a votare il giorno del 35° sforamento annuo, il massimo limite  indicato dall’Unione europea: seguiranno i blocchi del traffico. A  Spinadesco il dato è stato 52, a Crema 51, ma il dato più alto è stato  registrato dall’Arpa un’altra volta a Soresina, con 60. Proprio ieri  Arpa Lombardia ha pubblicato sul proprio sito i dati dei controlli e  degli autocontrolli delle aziende sottoposte a monitoraggio ambientale  Aia, che sono il 35% del totale nazionale: ben 1.811 installazioni, di  cui 1.072 industriali e 739 agricole e zootecniche, che per l’impatto  atmosferico si sommano al traffico e al riscaldamento. Un vero e proprio assedio per i polmoni, al punto che diversi sindaci vogliono  comprendere più precisamente il rischio che corrono i cittadini. Nel  distretto di Cremona, che conta una sessantina di Comuni, il tasso di  mortalità per malattie alle vie respiratorie è di 43,9 ogni 100mila  abitanti, fra le donne, e di 100 fra gli uomini. E vicino a Cremona, a  Vescovato, secondo i dati che il sindaco Maria Grazia Bonfante ha  ricevuto dall’Ats, il dato è ancora più alto: i decessi infatti sono  quasi il doppio, tra le donne, e il 10% in più tra gli uomini, e il
dato dei malati ricoverati all’ospedale è poco più alto della media  del distretto. Il sindaco Bonfante intende abbattere i gas di scarico  monitorando il traffico: da martedì i vigili inizieranno le  rilevazioni sulla strada provinciale 3 e sulla tangenziale, in collaborazione con la polizia municipale di Casalmaggiore: vengono  rilevate la velocità e le deviazioni. L’obiettivo è spostare il  traffico – tremila auto al giorno – dal centro abitato alla  tangenziale, ancora poco usata, oltre a potenziare la mobilità  sostenibile. A propria volta Cremona, già impegnata a realizzare una  serie di piste ciclabili, intende partecipare al bando nazionale per  la mobilità sostenibile sui tragitti casa-lavoro e casa-scuola, per il  quale però occorrerebbe un investimento privato: la pubblica   amministrazione infatti sembra stentare a reggere i costi necessari a  uscire dalla morsa del traffico, anche se le polveri sottili pm10  vanno oltre le soglie europee da dodici anni.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata