Cremona I cremonesi sono costretti a subire uno dei periodi più lunghi  di emergenza smog di sempre: sono già undici, contando anche ieri, i  giorni consecutivi di sforamento del limite d’allerta delle polveri
sottili cancerogene pm10. La media giornaliera registrata dall’Arpa è  69, ma in piazza Cadorna il dato è ben 82, più del quadruplo del  limite raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità, Crema
sta un po’ meglio, per modo di dire, con 64, Soresina a 56 ma  Spinadesco è a quota 75.  La situazione può anche peggiorare fino al  record storico, dato che le previsioni meteo non indicano  precipitazioni nei prossimi tre giorni. La classifica annuale sulla  qualità della vita redatta dal Sole 24 ore, quotidiano della
Confindustria, contiene poi un indicatore rilevante: ancora una volta  la provincia di Cremona è tra le peggiori d’Italia per il clima,  penultima su 110, alla pari con Mantova e superata in negativo solo da
Bolzano. Le province della pianura padana sono ultime, in testa si  trovano le città meridionali e Palermo è prima. A Cremona l’excursus  termico, tra la temperatura minima e massima annuali, è molto elevato,
anche oltre i quaranta gradi, così come l’alto numero di giornate di  sole, senza pioggia, e le gelate invernali, che vedono scendere il  termometro sotto lo zero, come nelle ultime notti. E’ una  caratteristica che si ripete costantemente e che penalizza i  cittadini, dato che sono state autorizzate attività industriali e  tecniche produttive in agricoltura in grado di inquinare l’atmosfera  in modo rilevante. Le sostanze inquinanti ristagnano, le polveri  sottili superano ogni anno il pur blando limite europeo, e tuttavia le
Valutazioni d’impatto ambientale in provincia si concludono quasi  sempre con delle autorizzazioni. Le contraddizioni compaiono anche  nelle graduatorie: Cremona è 21° in Ecosistema urbano, malgrado il
disastro ambientale Tamoil e altri fattori negativi come  l’inceneritore e alcune industrie pesanti. Il meglio di sè Cremona lo  dà nella connessione web: ottavo posto nazionale, a dimostrazione che  gli investimenti non hanno riguardato l’ambiente. La sanità è al  ventesimo posto. Il Comune però insiste con il protocollo stabilito  assieme alla Regione, soltanto al primo livello e non al secondo. E’  prevista quindi la riduzione di un grado per il riscaldamento degli  immobili pubblici e privati e le limitazioni del traffico, dalle 9  alle 17 per il trasporto di persone e dalle 7.30 alle 9.30 per il  trasporto di cose. Nulla più che blandi consigli, per il circolo Ambientescienze, vista la difficoltà di effettuare controlli  soprattutto sul riscaldamento nelle abitazioni private.

Paolo Zignani

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