Il consiglio di Stato ha confermato quanto già stabilito dal  Tar di Brescia in aprile: è vero che la società Albion è stata  avvantaggiata dalla disponibilità di maggiori informazioni, non in
modo tale però da dover annullare la gara per l’assegnazione del ruolo di advisor (consulente) di Aem. La partecipata comunale di viale Trento Trieste infatti ha condotto una gara per assegnare la consulenza finalizzata a valutare la rimodulazione del debito e la vendita di alcune parti del patrimonio. La società Albion ha vinto ottenendo più punteggio degli studi Sgaravato e Righini, associati per l’occasione, che hanno presentato ricorso perché Albion aveva già ricevuto un incarico da parte del Comune, per dare un parere sulla situazione economico finanziaria di Aem in vista della ristrutturazione del debito. Non ci sono conseguenze negative però: il Consiglio di Stato non ha invalidato la selezione pubblica,
limitandosi a sostenere che anche gli altri concorrenti avrebbero dovuto conoscere la stessa documentazione che la società milanese Albion già conosceva. Anzi il Consiglio ha riconosciuto la capacità di Albion e l’efficacia e tempestività della ristrutturazione del debito.
I due ricorsisti avevano segnalato il dubbio che Albion avesse già deciso come procedere per la ristrutturazione del debito, oltre cento milioni di euro. Operazione economica e finanziaria imponente, resa possibile grazie all’impegno della società provinciale Padania Acque, che ha acquistato le reti idriche del Comune, facendosi carico anche dei relativi mutui che gravavano sul Comune di Cremona. Il sindaco Gianluca Galimberti ha recentemente di nuovo confermato il giudizio positivo sull’operazione di risanamento e rilancio di Aem. Critiche
pesanti invece dalle minoranze, anche in diversi Comuni del territorio, come Vescovato e Crema, perché i debiti di Cremona sono stati risanati con un investimento di portata provinciale. La grillina Lucia Lanfredi ha maturato un’interpretazione negativa, per la quale
il programma elettorale di Galimberti è stato strumentale per vincere le elezioni, per poi amministrare il Comune come una sorta di potentato privato, svendendo pezzi di patrimonio in tutti i settori. L’amministrazione, secondo questo modo di pensare, non tutela affatto i cittadini, anzi li espone all’intervento dei privati o della Borsa, come nel caso di Lgh, ma anche della piscina, destinata a un project financing oneroso per le casse municipali, del canile, dei parcheggi e altro ancora. Vantaggi per gli investitori importanti, come Vanoli, che ha acquistato nel 2010 un’area diventata edificabile pochi anni fa, e costi maggiori per i cittadini. All’operazione di riduzione delle tasse locali le opposizioni non hanno nemmeno creduto.Il consiglio di Stato ha confermato quanto già stabilito dal Tar di Brescia in aprile: è vero che la società Albion è stata avvantaggiata dalla disponibilità di maggiori informazioni, non in
modo tale però da dover annullare la gara per l’assegnazione del ruolo di advisor (consulente) di Aem. La partecipata comunale di viale Trento Trieste infatti ha condotto una gara per assegnare la consulenza finalizzata a valutare la rimodulazione del debito e la vendita di alcune parti del patrimonio. La società Albion ha vinto ottenendo più punteggio degli studi Sgaravato e Righini, associati per l’occasione, che hanno presentato ricorso perché Albion aveva già ricevuto un incarico da parte del Comune, per dare un parere sulla situazione economico finanziaria di Aem in vista della ristrutturazione del debito. Non ci sono conseguenze negative però: il Consiglio di Stato non ha invalidato la selezione pubblica, limitandosi a sostenere che anche gli altri concorrenti avrebbero dovuto conoscere la stessa documentazione che la società milanese Albion già conosceva. Anzi il Consiglio ha riconosciuto la capacità di Albion e l’efficacia e tempestività della ristrutturazione del debito.
I due ricorsisti avevano segnalato il dubbio che Albion avesse già deciso come procedere per la ristrutturazione del debito, oltre cento milioni di euro. Operazione economica e finanziaria imponente, resa possibile grazie all’impegno della società provinciale Padania Acque, che ha acquistato le reti idriche del Comune, facendosi carico anche dei relativi mutui che gravavano sul Comune di Cremona. Il sindaco Gianluca Galimberti ha recentemente di nuovo confermato il giudizio positivo sull’operazione di risanamento e rilancio di Aem. Critiche
pesanti invece dalle minoranze, anche in diversi Comuni del territorio, come Vescovato e Crema, perché i debiti di Cremona sono stati risanati con un investimento di portata provinciale. La grillina Lucia Lanfredi ha maturato un’interpretazione negativa, per la quale
il programma elettorale di Galimberti è stato strumentale per vincere le elezioni, per poi amministrare il Comune come una sorta di potentato privato, svendendo pezzi di patrimonio in tutti i settori. L’amministrazione, secondo questo modo di pensare, non tutela affatto
i cittadini, anzi li espone all’intervento dei privati o della Borsa, come nel caso di Lgh, ma anche della piscina, destinata a un project financing oneroso per le casse municipali, del canile, dei parcheggi e altro ancora. Vantaggi per gli investitori importanti, come Vanoli,
che ha acquistato nel 2010 un’area diventata edificabile pochi anni fa, e costi maggiori per i cittadini. All’operazione di riduzione delle tasse locali le opposizioni non hanno nemmeno creduto.

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