Cremona. Nuova ondata di spesa sociale in Comune, a partire dalla prima tranche del 2017 a favore di Cremona Solidale, per 351mila euro destinati a coprire i costi dell’assistenza ai ricoverati e nei centri-diurni, per anziani e disabili, anticipando i soldi dell’integrazione delle rette a carico delle famiglie. Non tutti, in tempi di precarietà di massa e reddito basso, hanno 1.500 euro al mese per la retta media dell’ospizio, in attesa che il consiglio comunale discuta e approvi le linee strategiche di indirizzo della casa di riposo di via Brescia, il cui direttore generale intende dare una svolta decisa verso l’assistenza domiciliare tanto richiesta da anni. Proseguono gli interventi degli anni precedenti, in mancanza di innovazioni strategiche e sotto la continua pressione della richiesta di aiuto ai servizi. Un’altra prima tranche da parte del direttore delle Politiche sociali Lamberto Ghirardi, per 7mila euro, riguarda gli incentivi all’inserimento lavorativo di disabili e persone svantaggiate. La giunta, per quanto sollecitata dalle associazioni, non ha favorito in modo particolare l’inserimento dei disoccupati di lungo periodo gestiti dall’Azienda sociale del Cremonese. 25mila euro sono destinati all’inserimento di minori in comunità alloggio, altri 88mila servono per pagare, con ulteriore spesa pubblica, parte delle rette dei disabili inseriti in residenze diurne. Molte famiglie da anni non reggono la crisi e il Comune paga. Per l’inserimento di minori o adulti con problematiche psicosociali in diverse strutture il Comune ha erogato altre prime tranche annuali che superano complessivamente i 57mila euro. E’ un flusso di spesa silenziosa ma impegnativa, che passa per gli uffici e di cui poco si sa. Luigi Amore, dal centrodestra, ha chiesto varie volte che la commissione welfare si riunisca e discuta di spese e servizi anche lodevoli, le cui procedure però restano nell’ombra, come per l’integrazione degli affitti, la morosità incolpevole o i buoni sociali. Fra gli ultimi provvedimenti, i 19mila euro in buoni finalizzati a migliorare la salute e la qualità della vita di cittadini in stato di temporanea fragilità, in base a un contributo regionale. Anche questo intervento può essere molto apprezzabile ma non è dato sapere quali percorsi segua la spesa, in questo caso disposta dall’assemblea dei sindaci del distretto del Cremonese. La giunta, per mezzo dell’implacabile macchina della comunicazione istituzionale, con i suoi mille comunicati all’anno, preferisce parlare di eventi culturali e attività di musei ma la percezione di una crisi silenziosa e crudele resta acuta, come dimostra il mezzo milione speso in una settimana.

Paolo Zignani

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