Cremona Delusione da parte dei Radicali per la risposta data dal sindaco Gianluca Galimberti l’altro ieri, alla richiesta di modificare gli obiettivi di bonifica del sito Tamoil dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza d’appello. La fonte dell’inquinamento da
idrocarburi è una sola, originata dall’ex raffineria di petrolio, eppure i progetti sono due con obiettivi differenti: la messa in sicurezza delle aree esterne, già iniziata, e la bonifica delle aree
interne, mai cominciata, anche se l’industria è già chiusa e trasformata in deposito da sei anni. Le sostanze inquinanti, nel corso degli anni, si sono spostate verso l’esterno: dunque l’intervento di pulizia dagli idrocarburi non può essere più leggero della bonifica del sito interno all’industria. Sergio Ravelli e Gino Ruggeri, che rappresentano l’associazione dei Radicali cremonesi, hanno chiesto di unificare gli obiettivi per questo, confortati dalle motivazioni della sentenza d’appello. Il sindaco Galimberti invece si riferisce alla legge 134 del 2012, cioè il decreto sviluppo del governo Monti, voluto dal ministro Passera, il famoso decreto salvapetrolieri, che ha consentito a Monti di autorizzare anche contestate piattaforme
marittime petrolifere. Il referendum anti trivelle dell’anno scorso voleva affondare il decreto sviluppo che adesso Galimberti invoca su Cremona, perché c’è bisogno di reindustrializzare l’area, e quindi finché non vengono tolti gli impianti della Tamoil di bonifica non si può parlare. Il sindaco ha scritto che va verificata la compromissione delle matrici ambientali. I Radicali non apprezzano affatto questo atteggiamento, perché la messa in sicurezza delle aree esterne non basta e insistono: “Il procedimento può essere modificato direttamente dal Comune che ne è il responsabile”. E per il Comune si presenta l’opportunità, come notano Ravelli e Ruggeri, di rispondere all’istanza di terzi interessati, come i soci della canottieri
Bissolati, ad esempio, che si trova di fronte all’ex raffineria e che potrebbe chiedere il risarcimento danni.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata