Cremona. Turismo è stata una delle parole guida della comunicazione dell’amministrazione Galimberti, nella speranza che Cremona potesse seguire l’andamento nazionale e perché no brillare dopo una serie di investimenti per la promozione della liuteria e dei musei, ma anche dei prodotti agroalimentari. Ancora una volta però i dati statistici frustrano le ambizioni municipali: lo Iat, ufficio di informazione e accoglienza turistica di piazza Duomo, ha confermato alla stampa locale la tendenza negativa registrata dopo i primi sei questi del 2016. Nel complesso l’anno scorso state solo 31mila le persone che hanno chiesto informazioni, ben 12mila in meno rispetto al 2015. Sono diminuiti soprattutto gli italiani (10mila in meno), il calo del flusso degli stranieri è di 2mila persone. I visitatori stranieri sono stati meno di 10mila. Alla vigilia di Natale, la giunta, in una sintesi delle scelte più importanti del 2016, ha ricordato l’ingresso della città tra i soci di Garda Musei, assieme a Sirmione, Salò e altri Comuni del Garda e la stessa Verona “per intercettare i flussi turistici provenienti dal lago”.  A maggio, quando i turisti risultano calati rispetto ad aprile, il festival Acquedotte, con nove spettacoli ispirati all’acqua in scena a Salò e Cremona, è stato salutato come uno degli eventi più importanti, sui quali il Pd ha iniziato a lavorare ancor prima delle elezioni. Il Comune, assieme a Cremonafiere, museo del violino e fondazione Stauffer, ha creato il Sistema Cremona per la promozione internazionale della città: l’ultima iniziativa è stata una visita ufficiale a Praga all’inizio di dicembre, per le celebrazioni di Claudio Monteverdi. Dilagano le manifestazioni, con il culmine della Festa del Torrone e il festival “Note di Natale” in corso fino a domenica 8. Cremona è anche entrata nel progetto East Lombardy, per la promozione del turismo enogastronomico assieme a Brescia, Bergamo e Mantova, città che però sembrano avere carte migliori da giocare. Le vie e le piazze si sono popolate di statue di Stradivari e di violini: Cremona ha cambiato volto ma i turisti diminuiscono. L’assessore Barbara Manfredini ha sottolineato da tempo che lo Iat, rispetto al 2015, è chiuso in due pomeriggi, mentre il flusso di turisti del fiume Po, diverse migliaia nel 2016, non è compreso. Sono dati circoscritti a chi chiede informazioni all’ufficio in piazza Duomo, che però confermano l’andamento negativo delle visite ai musei comunali negli ultimi quattro anni. E restano le annose domande sull’assenza di un progetto guida ben riconoscibile e legato a un’identità partecipata dai cittadini, secondo l’esempio di altre realtà, anche piccole.

 

Paolo Zignani

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