I fanghi spanti sui campi agricoli sono un rischio per la salute, dato che possono contenere sostanze metalliche nocive: il pericolo può essere contrastato applicando le norme regionali e nazionali, ma anche con maggiore cautela da parte degli agricoltori e della pubblica amministrazione. Il convegno di stamattina a Palazzo Cattaneo, organizzato dal M5s, è stato apprezzato dal pubblico per le informazioni e le sollecitazioni date su un argomento spesso trascurato. Eppure in Italia si producono 2 milioni di tonnellate di fanghi, di cui quasi la metà, 800mila, sono prodotte in Lombardia: 130mila tonnellate di fanghi sono prodotte dalla provincia di Cremona. Non si può pensare però che i fanghi usati negli ultimi anni siano equivalenti al concimante usato un tempo: al contrario vengono introdotte a volte sostanze tossiche in grado di compromettere la qualità e la fertilità del suolo, anche a un punto tale da non poter più coltivare nulla. Le province di Pavia, Lodi, Mantova e Cremona sono tra le più interessate dal fenomeno dello smaltimento, che è avvenuto a lungo secondo norme superate, quelle della legge lombarda del ‘92, poi aggiornata nel 2014, che poneva divieti limitati solo alla presenza di metalli pesanti, quando sono potute circolare sostanze chimiche pericolose come le diossine. Lo scrupolo morale degli agricoltori, che hanno rinunciato a facili ma illeciti guadagni, è stato più forte della legge in molti casi, altri invece hanno approfittato della carenza di controlli. Si è potuto guadagnare molto anche rispettando la legge ma inquinando, a causa della debolezza delle norme. E non sono mancate inchieste della magistratura e arresti. I Comuni da parte loro possono intervenire stabilendo la distanza minima dalle abitazioni. La legge indica solo 100 metri, ma è possibile estendere il limite a 500 metri dalle case. La sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione al Comune che ha aumentato la distanza è diventata un caso pilota. I fanghi spanti sono originati anche dai depuratori dei Comuni, non solo dalle attività industriali: l’impatto olfattivo, al pericolo per la salute, è rilevante. Sono intervenuti Danilo Toninelli e Iolanda Nanni per il M5S e l’esperto ambientale Roberto Cenci. Ha organizzato Luca Penzani per l’associazione ambientalista “Andiamo oltre”.

Paolo Zignani

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata