Cremonese Caso emblematico a Sergnano, dove il Comune per anni ha incentrato il bilancio su una fonte principale di entrate, i contributi di Stogit e Snam, per ritrovarsi con l’acqua alla gola dopo aver speso un tesoretto di un milione e mezzo in un solo anno, per costruire la palestra e il parcheggio del mercato con i soldi della compensazioni ambientali. E il conto previsionale del 2017 è fatto di dolorosi tagli in tutti settori, compreso l’asilo. Il giudizio politico del consigliere d’opposizione Enrico Duranti, del movimento 3.0, è pesante sui due mandati del sindaco Gianluigi Bernardi: Sergnano ha goduto della ricchezza ottenuta prima dallo stoccaggio Stogit, insediato nel ‘65, poi dalla centrale e dal gasdotto, ma non ha fatto investimenti lungimiranti, pur essendo ben noto il futuro incerto degli enti locali. Così, quando il governo Renzi ha dato aiuto alle imprese, esentando dall’Imu gli imbullonati, compresi quelli dei petrolieri, Sergnano ha perduto 100mila euro che considerava già acquisiti. Sono venuti meno anche altri 100mila euro di compensazione per l’uso del sottosuolo. Il principato della Snam non dà più soldi,
ha commentato Duranti guardando il bilancio. Ci saranno meno soldi per l’asilo privati, ridotti da 43mila a 35mila: era un contributo alla gestione ritenuto strategico, ma non dedicato alla riduzione delle rette. Mannaia sul diritto allo studio: 26mila in meno quest’anno e 42mila nel 2018. Per la cultura 13mila euro in meno, cioè il 20%, stessa percentuale tolta allo sport e politiche giovanili, che perdono 16mila euro. Meno 6%, cioè 26mila euro, per lo sviluppo sostenibile, l’ambiente e il territorio ed è proprio l’ambiente il settore più penalizzato, proprio a Sergnano che patisce da anni diverse difficoltà, dall’inquinamento dell’acqua all’impatto dello stoccaggio con le sue emissioni. 100mila in meno per la viabilità, 23mila in meno per le politiche sociali e la famiglia, mentre gli interventi per il diritto alla casa avranno un calo del 25% rispetto al 2016. L’anno prossimo, vista la tendenza, potrà essere ancora peggiore. Il Comune,trovandosi in difficoltà, dovrà cercare nuove entrare senza aumentare le tasse locali. La speranza degli ecologisti è che non si punti di nuovo sugli oneri di urbanizzazione, che verrebbero ottenuti da grandi insediamenti commerciali o industriali. Occorre per Duranti cambiare la strategia, e impostare il prossimo bilancio mettendo al primo posto la comunità e i diritti costituzionali, come riconosciuto dalla
sentenza 275 del 2016 emessa dalla Corte costituzionale: è la garanzia dei diritti a dover incidere sul bilancio, non il contrario.

 

Paolo Zignani

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