Cremona Dopo la trionfale risposta del sindaco Gianluca Galimberti, galvanizzato dall’aumento dei visitatori nei musei cittadini, l’ex assessore Maria Vittoria Ceraso non si è data per vinta e, incredula,
ha confrontato le statistiche del primo cittadino con quelle che si trovano sull’annuario statistico comunale e constatando la discrepanza. Quel più 12% fra 2015 e 2016 non dovrebbe far cantare vittoria, secondo la consigliera dell’opposizione di “Obiettivo Cremona con Perri”, perché rispetto al 2014 torna a dominare impietosamente il segno meno. Mancano 1.554 ingressi, pari all’1,35% malgrado la crescita del flusso di visitatori al Museo del violino, che aveva attirato oltre 2mila persone in più. L’anno dell’inaugurazione del museo di piazza Marconi era stato il 2013, mentre il 2014 è stato l’anno dell’elezione di Galimberti al ballottaggio contro Perri. I dati del 2014 però risultano scomparsi dal bilancio che il sindaco ha fatto rispondendo a un’interrogazione della stessa Ceraso, che così ripresenta il conto chiedendo il confronto non solo di anno ma soprattutto rispetto all’amministrazione precedente. La conflittualità sui dati e sull’effettivo andamento dei musei e degli eventi è comprensibile, considerata la peculiare enfasi che l’amministrazione Galimberti ha posto sulla centralina delle attività culturali, come volano dello sviluppo e dell’immagine anche internazionale di Cremona. Il sistema museale, integrando il Museo del violino, non ha insomma determinato la crescita della città e nemmeno si può festeggiare per un particolare primato statistico. Sono diminuiti negli ultimi due anni i visitatori del museo del Cambonino, dedicato alla civiltà contadina, e di quello archeologico. Ceraso contesta la somma impropria tra i visitatori degli eventi, come il festival Acquedotte, e gli ingressi ai musei, e chiede di confrontare
semmai gli eventi con gli eventi, per concludere che al paragone con le Corde dell’anima del 2014 le manifestazioni galimbertiane impallidiscono. Nel sito eastlombardy, poi, Cremona ha messo in evidenza la rassegna Tognazzi che pure era finita da tempo. Ciononostante il sindaco insiste nella richiesta di un riconoscimento particolare per Cremona, quello di capitale della cultura, che il ministero concede a scopo promozionale.

 

Paolo Zignani

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