Quella di oggi, dedicata al nuoto sincronizzato, con la partecipazione di più di 500 giovani sincronettes provenienti da tutta Italia, potrà essere una delle ultime manifestazioni della Federnuoto ospitate dalla piscina comunale di Cremona, dato che il gestore cambierà alla fine di giugno, grazie alla gara d’appalto che sarà pubblicato a marzo. La Federnuoto uscirà di scena da Cremona e organizzerà in altre città lombarde le competizioni sportive. Partecipano al bando il colosso Sport Management, che ottiene quindi il risultato di allontanare da Cremona la Federnuoto alla quale fa diretta concorrenza sportiva, con il proprio circuito privato, e altre due società, di dimensioni minori, il Molino dello sport di Brescia e la Shark diving di Soresina. Avendo contrattato col Comune il project financing, i veronesi di Sport Management hanno però già incassato il diritto di prelazione. Oltretutto il project è stato considerato fattibile dal Comune di Cremona sulla base di valutazioni economiche, senza considerare una proposta alternativa: perciò, per Marco Montagni della canottieri Baldesio si avrà di fatto un affidamento diretto ai veronesi, con la stessa formula che il Comune non ha rinnovato alla Federnuoto. I veronesi, secondo le previsioni delle canottieri, gestiranno direttamente gli sportivi delle canottieri, assegnando loro le corsie e gli orari, e sottraendo il vivaio alle società cremonesi. A Crema Sport Management è già appaltista da un anno, e Paolo Basso Ricci, l’allenatore della Rari Nantes, unica società cremasca di nuoto rimasta in attività, ha visto ridurre gli spazi, salire i prezzi e togliere il vivaio. L’ex direttore della piscina, Rosolo Orini, è diventato direttore dell’ufficio sport del Comune: da controllato a controllore. Così a Cremona Umberto Tapparelli, ex direttore della piscina comunale, già collabora con Sport Management e potrebbe vedersi assegnato un ruolo di primo piano. Il Consorzio Cremasco e Cremonese non è stato fatto anche perché il centrosinistra di Crema e Cremona è stato risoluto ad appaltare, come in altre città. Cremona, grazie alla propria cultura dell’acqua, potrà salvare le proprie società coprendo una piscina delle canottieri, per le attività invernali: gli sportivi così non andranno più in piscina, attivando una dura concorrenza. Il Comune di Cremona dovrà pagare il debito maturato da Federnuoto, oltre a versare per 25 anni un contributo di 250mila euro più Iva più un contributo di 80mila a garanzia della redditività della gestione dell’appaltista, in cambio di lavori per circa un milione e mezzo protetti da fidejussione in parte a carico del Comune.

Paolo Zignani

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