Cremona Ieri il treno Cremona-Mantova delle 11.37 è stato cancellato, il Mantova-Cremona della 13.30 è stato cancellato, il Cremona-Brescia delle 15.22 ha subito più di venti minuti di ritardo, stamattina alle
6.07 il Treviglio-Cremona è stato cancellato, il Cremona-Pavia delle 7.09 ha patito 23 minuti di ritardo e il Cremona-Treviglio delle 12.43 è partito 15 minuti dopo l’orario previsto. Invece di miglioramenti della gestione quotidiana dei trasporti ferroviari, i pendolari ricevono ancora promesse. Ieri alle 18, ad esempio, il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha postato su internet un videomessaggio nel quale riferisce dell’incontro con l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini, che ha promesso al primo cittadino e all’assessore Alessia Manfredini di considerare il raddoppio della linea Cremona-Mantova un’autentica priorità. Quel che viene avviato il prima possibile per concludersi entro l’anno, però, è il progetto di un’opera che richiederà sei milioni di euro, già stanziati e inseriti prima del referendum costituzionale dal governo Renzi nel Patto per la Lombardia firmato anche da Roberto Maroni. “Occorrerebbero almeno dieci anni – precisa però Dario Balotta di Legambiente Lombardia – per il raddoppio della linea Cremona Mantova”. La domanda dei passeggeri, che subiscono ritardi e cancellazioni ogni giorno e su tutte le linee della provincia di Cremona, è semplice, eppure la risposta data dalle Ferrovie e in questo caso dal Comune di Cremona è complessa. Invece di migliorare la gestione, come nota Balotta, si fanno promesse, mentre i treni restano obsoleti, i cambi rallentano le corse e le linee a scarso traffico, come quelle cremonesi, vengono trascurate. Tutti vogliono il raddoppio della Cremona Mantova, previsto da un secolo, da parte delle Ferrovie, e richiesto da decenni, ma promettere miracoli, che nelle ferrovie come si sa non si verificano, è solo una scappatoia da una realtà nella quale occorrono una manutenzione più efficiente e sistemi tariffari integrati, in modo che sia possibile prendere il bus quando non c’è il treno e viceversa. Oltretutto, mentre Cremona negli ultimi anni ha tolto diversi passaggi a livello, pur tra mille polemiche, sul territorio il problema è rimasto.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata