Cremona è diventata da diversi giorni la città più inquinata d’Italia, come riconosciuto dal rapporto Malaria di Legambiente. L’aria di via Fatebenefratelli, secondo i dati della centralina fissa dell’Arpa, risultano sotto la soglia d’allerta soltanto in quattro giorni su 31 dall’inizio dell’anno, peggio quindi di ogni altra località italiana. Ieri il livello di polveri è stato 175 e in piazza Cadorna 183, più del triplo della soglia d’allerta, la media provinciale è stata di 160. Una serie nera, tra le peggiori del secolo, che si associa all’altro primato negativo di Cremona, quello della stabilità meteorologica, che si traduce in siccità e assenza di vento: l’excursus termico, grazie al numero elevato di giornate di sole, nell’ultima graduatoria del Sole 24 ore è stato infatti secondo solo a Bolzano. I giorni consecutivi di superamento della soglia di polveri pm10 sono già 15, un record negativo, di cui 8 sopra i 70 microgrammi: fra quattro giorni potrebbe scattare il secondo livello del protocollo antismog ma il blocco del traffico non ha dato sinora alcun risultato. L’amministrazione comunale da parte propria manifesta preoccupazione  e rinnova l’invito ai cittadini a tenere un comportamento virtuoso, limitando l’utilizzo delle auto private e il riscaldamento nelle abitazioni. Preoccupazione anche tra i cittadini, poiché si diffondono le informazioni sulle conseguenze negative dell’inquinamento sulla salute: sviluppo del diabete, ritardo cognitivo degli adolescenti, effetto negativo sulle donne in gravidanza, disturbo dell’attenzione dei bambini e peggioramento delle malattie neurologiche, come la demenza e il morbo di Parkinson, che viene riacutizzato. Non viene danneggiato solo l’apparato cardio-respiratorio ma tutto l’organismo, con effetti più complessi di quanto ci si aspettava nel decennio scorso. Legambiente a propria volta ha proposto il suo decalogo: ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle città per aumentare il verde urbano, arrivare a una mobilità verso le “emissioni zero”, privilegiando i mezzi pubblici e tenendo fuori dalle città i diesel e i veicoli più inquinanti, intervenire su industrie e aree portuali, far pagare ticket d’ingresso, riscaldarsi senza inquinare, riqualificare edifici pubblici e privati e rafforzare i controlli. Nemmeno la leggera pioggia di ieri ha reso più respirabile l’aria.

Paolo Zignani

 

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