Mobili accatastati sul marciapiede, con gli effetti personali sulle sedie, il frigorifero all’angolo tra via Trecchi e via Milazzo, nel cuore del centro storico. E’ stato l’ultimo sfratto esecutivo, l’ultimo di una serie di casi diventati ben più frequenti che in passato, per effetto della crisi economica e occupazionale che ha colpito Cremona e provincia, in un quadro che non migliora, dato che, come risulta dagli ultimi dati Istat, il tasso di disoccupazione nel quarto trimestre del 2016 è aumentato fino al 7,4%, mezzo punto in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e più del doppio al confronto col 2007. Una quindicina di persone, a Cremona, quasi la metà italiani, hanno ricevuto una casa popolare con assegnazione in deroga alla graduatoria, che complessivamente comprende circa 700 persone. La giunta Galimberti ha accresciuto la percentuale di alloggi disponibili per l’assegnazione in deroga, considerata la necessità di appartamenti in tempi rapidi. Ogni settimana, infatti, si presenta un nuovo caso al settore Patrimonio. Non tutti i nuclei familiari precipitati nel peggior disagio economico subiscono il trauma dello sfratto esecutivo, poiché spesso viene raggiunto un accordo tra le parti in Prefettura. In alcuni casi intervengono reti di amici e parenti, o anche gruppi di volontariato, come Sos Cremonesi, che ha chiesto al Comune di non cambiare alloggio a una signora del quartiere Zaist, in modo da poterla aiutare senza ulteriore disagio. La donna ha ottenuto dal Comune una proroga di sei mesi. Proseguendo una strategia dell’amministrazione Perri, la giunta Galimberti ha aperto all’emergenza abitativa temporanea lo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, grazie a un progetto di housing sociale condiviso con l’Aler. Gli stranieri accolti accolgono a loro volta, nell’ambito di progetti individualizzati finalizzati all’autonomia, all’inserimento sociale e alla frequenza scolastica. Il Comune ha versato in questi giorni all’Aler 11mila euro, per sostenere le spese di occupazione provvisoria degli alloggi dedicati all’emergenza abitativa. La giustificazione della spesa pubblica è appunto un aumento degli sfratti, che ormai perdura dal 2013. Anche il condominio solidale di via Trotti, che funziona grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, è stato messo a disposizione.

Paolo Zignani

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