Cremona Non si sono diradate le nubi sui servizi sociali del Comune di Cremona e degli altri 45 Comuni del distretto, legate al nuovo Isee. Nel consiglio comunale di lunedì è prevista la discussione sul
regolamento dell’accesso e la compartecipazione, ovvero sui benefici economici e sui servizi cui i cittadini hanno diritto. Le preoccupazioni principali riguardano i piccoli Comuni, perché potranno trovarsi a dover pagare la partecipazione alle rette a favore di persone che in passato non ne avevano diritto. Le sentenze dei Tar e del consiglio di Stato stabiliscono proprio, in base alle ultime normative, che va considerato il reddito individuale e non quello del nucleo familiare, quando in passato erano i familiari ad essere chiamati a pagare parte delle rette di case di riposo e comunità assistenziali di vario genere, ad esempio per la cura della ludopatia. Può accadere che un piccolo Comune soddisfi le prime richieste che riceve, secondo legge, e poi finisca i fondi in pochi mesi, poiché il costo dell’assistenza e le nuove richieste non sono sostenibili dopo i tagli al welfare. E i Comuni devono far fronte a richieste di assistenza personalizzata a scuola, di trasporto dei disabili, di sostegno alle competenze dei genitori separati e altro ancora, ma le entrate degli enti locali sono diminuite e la spesa sociale, dopo anni di crisi, è aumentata. Occorrerà dunque un regolamento d’accesso con fasce di reddito Isee, per stabilire chi ha la priorità
all’assistenza. Manca però accordo fra i 46 Comuni del distretto, le fasce di reddito non sono uniformi ovunque, e i Caf rilasciano i nuovi Isee col contagocce. Dopo un anno, i dubbi non sono stati ancora risolti e lo Stato non ha erogato ancora fondi sufficienti. Addirittura una persona può essere proprietaria di immobili eppure, per legge, può aver diritto al contributo comunale se non ha liquidità disponibile. La discussione all’interno dell’azienda sociale del Cremonese è ancora aperta, tantopiù dopo le simulazioni degli effetti del nuovo Isee. La quantità e la varietà dei bandi pubblici, poi, complica ulteriormente il panorama: è possibile che alcuni percepiscano più sussidi e altri, pur trovandosi in condizioni critiche, non ne ricevano. E il monitoraggio si fa difficile. Il Comune di Cremona, dotato di entrate ragguardevoli in quanto capoluogo, potrà far fronte alle richieste di contributi, tuttavia rimangono altre questioni aperte, come quella sollevata dai 5 stelle, che sottolineano la necessità di evitare decisioni discrezionali da
parte degli assistenti sociali, in modo che i cittadini non si sentano in balia di scelte arbitrarie nei casi controversi, e possano invece contare su regole uguali per tutti.

 

Paolo Zignani

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