Cremona  La giunta Galimberti non cambia idea, nemmeno dopo il grido di dolore delle società canottieri di Cremona, e procede lungo la strada già segnata il 12 agosto dell’anno scorso, quando era stata approvata la prima versione della proposta di Sport Management. Negli ultimi mesi infatti il Comune ha mosso diversi rilievi alla proposta iniziale e la società veronese, che gestisce già decine di piscine e centri natatori, ha modificato le proprie richieste, rendendole meno pesanti per l’amministrazione comunale, che avendo accolto il nuovo  Piano economico e finanziario non cambia la propria linea. Infatti approvando la nuova bozza di convenzione con Sport Management, il progetto della società veronese viene adottato come punto di riferimento per il bando di gara di imminente pubblicazione, garantendo un diritto di prelazione. Ci saranno altri due concorrenti: Molino dello Sport di Brescia e Shark Diving di Soresina. La gara non andrà deserta ma si farà, quindi Federnuoto non potrà rinnovare la gestione dell’impianto di Piazzale azzurri d’Italia. Lo strappo con il mondo sportivo delle canottieri risulta evidente dalla nuova delibera. Per 25 anni la piscina comunale non sarà più gestita dalla Federnuoto e nemmeno dalle canottieri, mentre Sport Management eseguirà lavori per un milione e 700mila euro, per costruire un bar, una palestra, un impianto di trattamento dell’aria, la ristrutturazione degli spogliatoi e delle aree esterne e vari servizi. Nulla di speciale, secondo le canottieri, che in un bar e in una palestra in più non vedono il motivo di cedere la gestione a una società sportiva concorrente e in aperta competizione con Cremona. Il Comune inoltre verserà un contributo di 228mila euro più iva al nuovo gestore, che in teoria potrebbe non essere Sport Management, purché presenti un’offerta migliore.
L’amministrazione, dopo le critiche rivolte dall’assessore Mauro Platé alla gestione di Federnuoto, giustifica la necessità dell’appalto con la necessità di lavori urgenti di manutenzione straordinaria, poiché
l’usura delle strutture rischia di renderle inutilizzabili, mentre il municipio deve garantire “la pubblica fruizione anche da parte di categorie sociali meritevoli di tutela rafforzata come disabili, bambini, anziani, scuole e più in generale del movimento sportivo cittadino”. Il nuovo gestore dovrà poi garantire spazi alle società locali, le quali però dovranno muoversi in orari e corsie decisi proprio dagli avversari sportivi.

 

Paolo Zignani

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