Cremona: polveri sottili ancora oltre il limite

La morsa delle polveri sottili cancerogene non abbandona la provincia di Cremona e il capoluogo in particolare, dove ieri la centralina di via Fatebenefratelli ha superato la soglia giornaliera d’allerta già 45 volte, anche se in un anno gli sforamenti consentiti dall’Unione europea sono 35. Non si è salvata neanche piazza Cadorna, arrivata a 52, mentre a Soresina in via Landriani, sulla circonvallazione, accanto all’area industriale, il dato è il più alto, ben 78, e anche qui le polveri più pericolose tra quelle monitorate, le pm 2,5, sono alte e arrivano a 51. Per una volta, peggio ancora di Cremona è andata a Crema, che ha toccato quota 72 nella centralina di via XI febbraio, e anche Crema ha ormai superato di poco i 35 giorni annui. Anche Spinadesco presenta una qualità dell’aria peggiore del capoluogo, con la sua media di 57. La sensibilità dei cittadini è aumentata, come dimostrano le proteste diffuse per le strade e sul web contro le misure blande e tardive della Regione Lombardia e dei Comuni, che impongono solo una limitazione del traffico dal settimo giorno consecutivo oltre la soglia, e pochi altri provvedimenti, come la riduzione del riscaldamento. A Stoccarda, in Germania, due cittadini all’inizio di marzo hanno denunciato il sindaco e il presidente del distretto per i livelli di smog troppo elevati, visti i 25 giorni di sforamento dei limiti di polveri sottili, dato inferiore a Cremona. L’ipotesi d’accusa dei due cittadini indica le lesioni personali causate dall’inquinamento e mancanza d’assistenza sanitaria. Anche in provincia comunque gli scarsi provvedimenti presi per ridurre l’inquinamento dell’aria vengono criticati duramente da cittadini e associazioni ma Regione ed enti locali insistono mantenendo la propria linea morbida. L’assessore cremonese Alessia Manfredini ha chiesto alla Regione di rendere obbligatoria l’adesione dei Comuni al protocollo antismog, e ha proposto “di rendere il trasporto pubblico locale gratuito nei giorni di superamento dei limiti, un’azione che Regione Lombardia può attuare in autonomia, insieme ad altre misure strutturali come, ad esempio, l’efficientamento energetico e la sostituzione degli impianti più inquinanti”. A sorpresa l’Arpa invece è soddisfatta della riduzione dei livelli di inquinamento rispetto agli anni precedenti.

Paolo Zignani