Cremona Anche l’amministrazione provinciale di Cremona, come le altre Province italiane, sopravvissute al referendum costituzionale, ha presentato un esposto alla Procura, al Prefetto e alla Corte dei Conti contro i tagli statali delle risorse, così pesanti da mettere in forse la gestione delle strade provinciali e dell’edilizia scolastica, le più costose oltre alla tutela e valorizzazione dell’ambiente. Mentre
le Province chiedono più trasferimenti allo Stato, opponendosi all’annosa politica dei tagli, non pochi Comuni però temono ben altra soluzione, cioè che l’ente Provincia di Cremona, non potendo più sostenere le proprie funzioni, declassi le strade non strategiche da provinciali a comunali, facendo ricadere i costi di manutenzione sui municipi, a loro volta in difficoltà. Le strade provinciali aumentano
da anni, arrivate a un’estensione complessiva di ben 850 km, eppure l’ente Provincia ha il compito istituzionale di costruire nuove strade. C’è il rischio di un ulteriore aumento di spesa pubblica, e quindi di tasse, senza però investimenti che creino lavoro e senza una politica territoriale di stretta collaborazione tra Provincia e Comuni che riduca le spese. I Comuni infatti varie volte si procurano costose consulenze che potrebbero essere sostituite dalle competenze dei dirigenti e dei funzionari provinciali. Il presidente della Provincia Davide Viola chiede comunque allo Stato anche una maggiore autonomia: attraverso i tributi che l’ente Provincia impone ai cittadini – l’imposta di trascrizione, l’imposta sulle assicurazioni Rc auto e il tributo addizionale sulla tassa rifiuti – assieme ad altre entrate che derivano dall’attività amministrazione e sanzionatoria, e alla compartecipazione erariale, Viola fa notare che la Provincia può
finanziare integralmente le proprie funzioni. Occorrerebbe però una riorganizzazione della spesa pubblica. Per il momento Davide Viola fa sapere che lo squilibrio del bilancio non è affatto superato: la
Provincia oggi rischia il fallimento non potendo più adempiere alle funzioni sue proprie. Eppure la legge attualmente prevede che anche la Provincia di Cremona contribuisca al miliardo e 600mila euro che le
Province italiane dovranno versare allo Stato.

Paolo Zignani

 

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