L’idea del raddoppio delle linee ferroviarie piace a Rfi, come anche al Comune di Cremona, alla Regione e al Governo, desiderosi di mostrarsi vicini ai passeggeri così spesso in difficoltà, ma i treni nuovi latitano, con qualche luminosa eccezione, come l’altro ieri a Cavatigozzi. Lo dimostra il fatto che i convogli elettrici, tolti dalla Cremona Brescia e dalla Cremona Treviglio, sono sostituiti dai vecchi diesel, per i quali poi la manutenzione è lenta perché in officina i pezzi di ricambio sono pochi e il personale è ridotto. Quindi la notizia dell’investimento di 310 milioni di Rfi per il raddoppio della Mantova Cremona Milano è particolarmente gradito al sindaco di Mantova Mattia Palazzi e al deputato virgiliano Matteo Colaninno del Pd, certi di ricevere anche nuovi treni e nuove carrozze, mentre Dario Balotta di Legambiente Lombardia, unisce alla soddisfazione la perplessità. Infatti su binari unici da una ventina di corse al giorno, il raddoppio ne renderebbe possibili anche un centinaio, quando le merci viaggiano più spesso su camion che su ferro e i passeggeri non sono aumentati. Anzi i bus sostitutivi sono all’ordine del giorno, a dimostrare che i treni sono pochi e vecchi. Allora per Balotta, se i dati non giustificano il raddoppio, è meglio un potenziamento tecnologico, da Cavatigozzi a Ponte Adda o da Castellucchio a Mantova, mentre Cremona ha necessità di un raddoppio della Cremona Olmeneta, dove il guasto al cambio manda in crisi le corse per Brescia e per Treviglio. E, ugualmente, ha bisogno di raddoppio la San Zeno Brescia. Massima soddisfazione per l’investimento di Rfi perché la conseguenza dovrebbe essere l’accantonamento definitivo dell’autostrada Cremona Mantova. Cesare Vacchelli, del comitato No autostrade, vede la possibilità storica di realizzare finalmente il Tibre ferroviario, sempre che i lavori inizino da Mantova. Da Brescia poi si potrebbe elettrificare la linea fino a Ghedi, per poi togliere i diesel anche sulla Parma Piadena, mentre la Parma Brescia diverrebbe elettrica dopo settant’anni di attese. Ezio Corradi, del Coordinamento dei comitati ambientalisti, aveva presentato un progetto di raddoppio selezionato delle linee ferroviarie cremonesi già 15 anni fa, nel 2002, al Comune e alla Provincia di Cremona, che non diedero alcuna risposta, mentre ancor oggi occorrono ben due ore fra Mantova e Milano per soli 160 km. E’ una linea alternativa importante rispetto alle grandi direttrici di traffico: la mobilità può finalmente diventare più moderna ed ecologica.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata