CREMONA La giornata mondiale dell’acqua vede il bacino dei fiumi Adda
e Oglio in grave crisi rispetto alla media degli ultimi anni, come
segnala l’analisi di Legambiente Lombardia, mentre a Cremona il
Consorzio irrigazioni si trova a segnalare che la stagione delle
irrigazioni si preannuncia già difficile. La presidente regionale
dell’associazione del cigno verde, Barbara Meggetto, chiede di “usare
i finanziamenti europei della politica agricola comunitaria per
investimenti mirati all’efficienza nella gestione delle acque”. Il
rischio maggiore lo corrono gli agricoltori e gli ambienti fluviali
che si trovano a Sud, della Lombardia, come in provincia di Cremona,
dove gli effetti negativi dell’eccessivo prelievo idrico si sono già
fatti sentire gravemente negli anni scorsi. Il bacino del fiume Adda,
che interessa il Cremasco e parte del Cremonese, è già in crisi. La
rete degli Enti regolatori dei grandi laghi lombardi ha reso noto che
sulle montagne la quantità di neve è stimata in 550 milioni di metri
cubi, quando la media degli ultimi anni è stata attorno ai 950. Gli
invasi idroelettrici alpini oggi possiedono solo 70 milioni di metri
cubi d’acqua, quando la loro capacità complessiva delle dighe montane
è di 500 milioni. Il lago di Como non può dare garanzie con le sue
scorte, poiché dispone di 50 milioni di metri cubi alla diga di
Olginate, rispetto alla media di 70 milioni. Nell’insieme la riserva
idrica è di 660 milioni di metri cubi, cioè 440 meno della media, e
dovrà bastare per rifornire i fiumi, assieme alle piogge che verranno,
fino all’estate. Nei prossimi giorni l’Arpa prevede precipitazioni,
tuttavia rientrare nella media è molto complicato. Anche il bacino
dell’Oglio soffre: ha solo 200 milioni di metri cubi d’acqua anziché
350 come negli ultimi anni. Sono in condizioni migliori il Ticino, il
Mincio, il lago Maggiore e il Garda: la provincia di Cremona potrebbe
quindi essere la più esposta a una nuova crisi idrica estiva. Per il
presidente del Consorzio irrigazioni del Cremonese, Umberto Brocca, lo
sfruttamento dell’acqua nel nostro territorio ha superato la soglia di
sostenibilità: d’estate si vedono fiumi asciutti in diversi tratti, i
fontanili restano senz’acqua e si scavano troppi pozzi e sempre più
profondi. L’unica via d’uscita è che tutti si comportino in modo
virtuoso e rispettino la legge.

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