Cremona. La mappa regionale dell’Arpa, a causa dello smog, è tornata a colorarsi di giallo, e a Cremona in particolare di rosso, per l’elevata presenza di polveri sottili pm 2,5. L’inquinamento dell’aria è tale che Legambiente Lombardia invita i cittadini ad approfittare della primavera anticipata e dell’aumento della temperatura per spegnere il riscaldamento, con l’obiettivo di far tornare le polveri sottili pm 10 sotto la soglia d’allerta. La fonte d’inquinamento principale è il riscaldamento assieme al traffico, come ribadisce Legambiente. Esiste inoltre una quota di inquinamento atmosferico attribuita alle industrie. La provincia di Cremona detiene ancora il record regionale negativo dei giorni di sforamento, ben 46 su 75 dall’inizio dell’anno. Ieri anche Mantova e Como hanno raggiunto il 35° sforamento giornaliero annuo, e raggiungono così le altre province ormai fuori legge: Brescia, Milano, Monza e Pavia. La media di polveri sottili è elevata: Milano ha l’aria peggiore, con 60,07, ma Cremona è seconda in Lombardia con un dato di 59,28 microgarmmi di polveri pm10 per metro cubo ogni giorno. Dato “estremamente allarmante” per il cigno verde, dato che l’inquinamento dell’aria ha un impatto negativo sulle malattie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio, sui tumori ai polmoni e sulla sclerosi. Un studio dell’Università degli studi di Milano attribuisce ad ogni aumento di 10 microgrammi di pm10 un crescita della mortalità dello 0,3% in Lombardia. La media di ieri registraata dalla centralina di via Fatebenefratelli è stata di 82, con le più pericolose polveri pm 2,5 a quota 72. A Spinadesco il dato è stato 95, a Soresina è stato ancora più alto: 107, ma il dato peggiore è stato quello di Crema: 114. Il Comune di Cremona da parte propria ha chiesto alla Regione di rafforzare il protocollo antismog, al quale la stragrande maggioranza degli enti locali lombardi non aderiscono nemmeno. La giunta Galimberti tuttavia, all’indomani della prima giornata nazionale del paesaggio, celebrata martedì 14, mercoledì ha approvato il nuovo piano attuativo di iniziativa privata nel quartiere Boschetto, scegliendo di aumentare il consumo di suolo. Nell’ambito di trasformazione 21 via Boschetto Nord si potranno costruire nuove case dove sorge un prato verde, malgrado la gran quantità di edifici dismessi e abitazioni invendute o inutilizzate nel centro abitato di Cremona. In particolare via Cascina Sant’Elena si trova vicino alla tangenziale e a fianco di un’area industriale.

 

Paolo Zignani

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